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domenica 12 febbraio 2017

Disservizio del servizio Certitel Catasto Web dal sito delle Poste Italiane per la richiesta online delle Visure Catastali

In questo post tratterò del servizio o meglio disservizio davvero rovinoso e del tutto inutile offerto dal servizio Certitel Catasto Web del sito delle Poste Italiane per la richiesta online delle visure catastali.
Come mio solito fare, tramite degli screenshots riporterò di seguito il calvario di una mia visura catastale richiesta online oltre tre settimane fa il 18 gennaio scorso ed ad oggi ancora in alto mare!!!
Nell’immagine di seguito la mia richiesta di visura catastale del 18-01-2017 con n. 272576 dal sito online Certitel Catasto Web del sito delle Poste Italiane

Il costo del servizio per ricevere la visura catastale in formato digitale direttamente online sulla propria bacheca nella pagina personale del sito delle Poste è di 6 euro come riportato dalla sezione Certitel Catasto Web di Poste italiane, pagamento tramite conto banco posta, oppure carte di credito Visa e Mastercard, o ancora PostePay quella che ho utilizzato io

Nei successivi sottostanti due screenshots il costo del pagamento del servizio Certitel Catasto Web tramite postepay, e la conferma positiva della richiesta n. 272576


In quest’altra immagine è riportato il tempo di evasione previsto del servizio, positivo o negativo che sia, entro comunque 7 giorni, del tutto non rispettato

Invece sono passate più di tre settimane, e non ho ricevuto nessuna comunicazione positiva o negativa che sia, e nemmeno la restituzione dei 6 euro pagati che risultano ancora pendenti e non disponibili nel mio conto della postepay

Si può controllare lo stato della richiesta sempre dal dis-servizio Certitel Catasto Web del sito delle Poste Italiane come riportato nello screenshot sottostante 

Se io vado in questa sezione praticamente mi dice che non ho richieste in corso nonostante oggi è 12 febbraio 2017 

e non ho nemmeno richieste evase sempre ad oggi 12 febbraio 2017 (però i 6 euro attualmente Poste italiane se li è presi)

Per cercare di risolvere il problema ed avere spiegazioni in merito, ho contatto un paio di volte il servizio assistenza delle Poste italiane sia tramite interfaccia web dalla sezione “SCRIVICI” e poi anche tramite email al servizio clienti (screenshots sottostante)

Ma da nessuno dei due servizi ho avuto risposta nonostante i messaggi sono stati ricevuti

Allora ho provato a contattare l’assistenza delle Poste tramite il numero verde 803160 (che stranamente è gratuito da telefono fisso e a pagamento da telefono mobile), con lunghe attese ed il passaggio della “palla” tra i vari operatori che dopo un po’ fanno cadere la linea, è questo mi è successo più volte.
Ormai la visura richiesta non mi serve più, ed avevo fatto la richiesta online proprio perché mi serviva con una certa urgenza entro fine gennaio.
Nei prossimi giorni proverò di nuovo a contattare per l’ennesima volta il numero verde 803160 del servizio cliente, ma non nutro molta speranza, servizio pessimo ed inutile.
Ma comunque entro questo fine settimana faranno 30 giorni dalla richiesta ed il pagamento, e dei miei 6 euro saprò se verranno indebitamente trattenuti dalle Poste oppure mi verranno resi disponibile come ovvio che sia!   

Un servizio, che si è dimostrato un VERO DISSERVIZIO questo Certitel Catasto Web del sito delle Poste Italiane e che non utilizzerò mai più e che sconsiglio a chiunque.

Alla Prossima

Cambiamo La Nostra Italia
Roberto Di Stefano  

domenica 29 gennaio 2017

Conferma Aumenti Costi Bancari dal 2016

Con questo post mi rifaccio a quanto già scritto nel post Aumenti Costi Bancari 2016...... degli aumenti dei costi dei conti correnti, la cui ricaduta dei sacrifici ricade indirettamente sui correntisti per salvare le banche in crisi perche mal amministrate.
Non c’è l’ho con le banche ma con lo Stato o meglio con le regole dello Stato che quando non sono chiare… portano a brutte sorprese sempre nei confronti dei cittadini e quando lo Stato adotta atti che alla fine vanno a colpire “sempre l’ultima ruota del carro” gli italiani “normali”!

In questo post con due screenshots voglio confermare questi aumenti applicati dallo scorso anno. Si piccoli aumenti, 1 euro o 2 euro al mese, che moltiplicati per 12 mesi sono 12 o 24 euro/anno, che moltiplicati almeno per 12 milioni di correntisti  italiani sono 144 o 288 milioni di euro/anno. Cifre davvero significative, ma che sono molto di più, perché ci sono banche che hanno aumentato ancora di più tali costi.

Ma ecco i due screenshtos, il primo del conto BNL Revolution a cui è stato aggiunto un costo fisso di 2 euro/mese e l’altro del conto Banco Posta Click anch’esso che da novembre dello scorso anno ha anche un costo fisso di 1 euro/mese.

Screenshot sui nuovi costi del conto BNL


Screenshot sui nuovi costi del conto Banco Posta Click

Quando lo Stato deciderà di fare regole ed atti giusti sarà “credibile” ma se continua così è ovvio che la gente si disaffezionerà sempre di più nei confronti della politica e dei politici stessi!

Alla prossima  

Cambiamo La Nostra Italia
Roberto Di Stefano  

sabato 31 dicembre 2016

Analisi politica dell’anno 2016 – La caduta degli dei e del liberismo?

Chiudiamo quest’anno politico con una serie di sorprese che hanno sovvertito anche i pronostici delle maggiori società di sondaggi, sia per quanto riguarda la vittoria del 23 giugno 2016 della Brexit dei cittadini del Regno Unito favorevoli a lasciare l’Unione Europea (BREXIT – Il Vento del cambiamento……) che è stato il primo duro colpo proprio all’Unione, poi la vittoria alle presidenziali americane del 8 novembre 2016 di Donald Trump sulla rivale Hilary Clinton data per favorita a succedere ad Barack Obama, secondo duro colpo all’Europa, e per finire la vittoria del NO al referendum sulla riforma costituzionale italiana del 4 dicembre scorso che ha bocciato in un certo senso la politica del governo Renzi (Referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 – “Analisi di un voto”) attestando il terzo duro colpo alla politica dell’Unione Europea! 
Sarà voto di protesta, populismo, o qualsivoglia scelta del “libero” cittadino, ma di fatto ormai la gente occidentale si ritrova sempre più povera, ceti medi che scompaiono, la forbice tra i ricchi e i poveri che si allarga, lavoratori con sempre meno garanzie e sottopagati, il denaro che si va “travasando” sempre di più sul braccio “ricco” della bilancia mentre sul braccio “povero” scarseggia sempre di più…. ha portato a questo inizio di rivolta pacifica tramite il “voto” dei cittadini occidentali dall’Europa agli U.S.A.!  
  
Ma analizziamo quello che ci riguarda da vicino, l’Italia nel contesto europeo!
Probabilmente molto degli italiani che hanno votato NO al referendum costituzionale, hanno mandato anche in segnale all’Europa, più esattamente contro la politica liberista dell’Unione, che poi è la linea liberista della Germania, prevista anche della Costituzione europea, costituzione mai adottata per la bocciatura dei NO ai referendum di Francia e Paesi Bassi e sostituita dal Trattato di Lisbona (Costituzione europea link wikipedia). 
  
Il liberismo, cha ha scalzato il socialismo e che doveva portare ricchezza invece ha portato più povertà, meno diritti e grande diseguaglianza!
Così ché il “liberismo” dello Stato è diventato il peggior male per la società perché è un liberismo imposto!
Un liberismo a conduzione tedesca ed europea che vieta l’indebitamento dello Stato, ed addirittura con il Fiscal Compact (Fiscal Compact ”Una politica di austerity...") è stato imposto il pareggio di bilancio in Costituzione, non tramite una norma costituzionale ma bensì tramite un regolamento, come se lo Stato fosse una impresa o società per azioni che deve “sottostare” a delle regole esterne e deve perseguire un profitto!  
  
Liberismo che non ha fatto bene nemmeno in altri campi, basta vedere il liberismo sulla concorrenza per le utenze domestiche (EURO – Costi di utenza e tariffe varie) che ci costano di più adesso che ci sono tanti operatori rispetto a prima degli anni 2000 quando era di monopolio dello Stato o di poche società parastatali!   
  
Purtroppo in questo modo seguendo questa linea europea e con l’introduzione dell’euro e della politica di Austerity dell’Unione (Fiscal Compact ”Una politica di austerity..."), in Italia si è distrutto il “welfare” e non solo…., ma anche la tutela del lavoro prevista dall’art. 35 della Costituzione, ed ancora il “risparmio” tutelato dall’art. 47 della Costituzione. Proprio quest’ultima voce “il risparmio” molto invidiata da molti paesi europei della bravura degli italiani all’avvedutezza e nel contempo della poca propensione all’indebitamento privato, ma ormai devastato dalle regole del liberismo e di una politica che non salvaguarda più gli interessi e i diritti della collettività! 
  
Articoli costituzionali ormai direttamente ed indirettamente “by-passati” con l’applicazione delle norme europee, che hanno fatto si che l’indebitamento dello Stato si addossasse a divenire un indebitamento privato del cittadino, facendo ricadere su quest’ultimo i “debiti” di una politica socialista che ha cercato di garantire “una certa uguaglianza” ed una giusta coesione sociale! 
    
Ma dopo le “primavere arabe……” degli anni addietro avvenute con le armi, in quest’anno sono iniziate le “stagioni europee ed occidentali” che continueranno con nuove sorprese il prossimo 2017, con l’arma più potente “il VOTO” del popolo sovrano, per le imminenti votazioni che si terranno in Francia, in Germania ed Olanda, e probabilmente e giustamente come logica dovrebbero esserci anche in Italia, con nuovi possibili “scombussolamenti” politici. 
  
Concludo riportando la frase del post conclusivo prima del voto del 4 dicembre 2016 “ - votare SI o votare NO? (Conclusioni) di un grande scrittore, filosofo e saggista, Albert Camus, rivolto a <tutti per il bene di tutti>:

"Perché un pensiero cambi il mondo, bisogna prima che cambi la vita di colui che l'esprime. Che cambi in esempio".

BUON 2017

Cambiamo La Nostra Italia

Roberto Di Stefano  

sabato 10 dicembre 2016

Referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 – “Analisi di un voto”

E’ successo ciò che si temeva, dopo la Brexit, poi la vittoria di Trump in U.S.A., adesso alla conclusione di questo 2016 la bocciatura di Renzi e del suo governo sulla riforma costituzionale.
Purtroppo chi troppo vuole nulla stringe…. così si potrebbe dire di Matteo Renzi dopo la sonante sconfitta al Referendum di appena una settimana fa, che ha portato al voto oltre il 65% del corpo elettorale, ma che ha visto alla fine dello spoglio dei voti una schiacciante vittoria del <NO> con oltre il 59% dei voti a favore contro i voti del <Si> poco meno del 41%.
Un merito però può essere riconosciuto a Renzi, che è riuscito con questo referendum a riportare così tanta gente al voto, se si considera l’affluenza dell'ultimo referendum dell’aprile scorso e delle elezioni degli anni precedenti.
Però la domanda nasce spontanea….
Chi sa quanti elettori che si sono recati alle urne, realmente si sono informati o hanno letto di persona tutte le modifiche che erano previste dal DDL Boschi sulla riforma costituzionale?
Visto che il quesito referendario di certo non era esaustivo e al quanto fuorviante, esempio parlava di riduzione dei parlamentari mentre prevedeva solo la riduzione dei senatori invece il numero deputati non venivano toccati.
Poiché penso che la maggioranza delle persone che è andata a votare, non si è informata o letto le modifiche che effettivamente erano previste da questa riforma costituzionale, la conclusione è, che se ha vinto il <NO> vuol dire che sono stati più persuasivi i partiti ed i sostenitori appunto del <NO>!

Renzi & Co. se davvero avessero fatto una riforma come si deve…., esempio una riduzione del 50% dei parlamentari (quindi sia dei senatori ma anche dei deputati che sono il doppio dei senatori), questo si che avrebbe portato alla vittoria il <SI>, nonostante in questa riforma erano previste la modifica anche di altri articoli al quanto discutibili quali quelli che prevedevano le nuove competenze tra Stato e Regioni.

E’ come vedere il lato di un bicchiere se è mezzo pieno oppure mezzo vuoto……
Le “cose” o le si cambia come si deve…. o non le si cambia affatto…!

Ora però bisogna ripartire…. dopo la decisione del Presidente del Consiglio di dare le dimissioni cedendo alle voci dei vittoriosi del <NO> del referendum del 4 dicembre scorso!
Forse Renzi, poteva chiedere un ultima volta la fiducia alle Camere, per trovare un punto di accordo comune, quale la riforma della legge elettorale, per poi andare il prossimo anno alle elezioni politiche!

Invece NO, inoltre bisognerà attendere anche i “tempi lunghi....” della Consulta che si pronuncerà sulla legittimità della legge elettorale dell’Italicum, che avverrà il 24 gennaio prossimo!

Questo denota, che la riforma della Costituzione non doveva e non dovrebbe in futuro riguardare solo il Senato o il CNEL, ma anche altri organi, come appunto la Corte Costituzionale, che doveva già mesi fa pronunciarsi sulla legittimità dell’Italicum cioè sulla nuova riforma elettorale di Matteo Renzi, invece bisogna ancora attendere…!

Ecco perché la riforma costituzionale deve essere solo rinviata, così anche la riduzione del 50% dei deputati e senatori, l’organizzazione degli altri organi dello Stato, quali Corte Costituzionale, Magistratura, CNEL, ed altri Enti, le competenze dello Stato e delle Regioni, ecc…

Ma adesso non  si deve perdere tempo….
Risolvere subito la crisi di governo aperta, con la formazione di un nuovo governo per fare le “cose” correnti dello Stato e per portare gli italiani quanto prima al voto (Consulta permettendo...)!
Tutto questo, affinché un governo legittimato dal popolo sovrano, “metta mano prima” ai problemi “veri e reali” del paese Italia, per combattere davvero la disoccupazione come si deve incentivando un lavoro stabile ed economicamente dignitoso, rafforzare i salari per un  <SI> davvero che porti ad un aumento dei consumi ed una lotta contro la deflazione, la riduzione delle tasse dirette ed indirette, per salvaguardare davvero il potere di acquisto degli italiani. Ed ancora non preoccuparsi di controllare “solo” economicamente e finanziariamente i cittadini, ma rivolgere questi controlli altrove….. quali agli operatori scorretti di fornitura di utenze e servizi al cittadino, che forniscono un bene o un servizio come elettricità, gas, telefonia fissa e mobile, connessione internet, ecc… che a volte fanno pagare più del dovuto e del consumato, tramite voci di costo non sempre chiare e trasparenti, che anche se di pochi euro alla volta (per milioni di persone sono milioni di euro….) è una cosa davvero ingiusta legalmente e moralmente!
Stesso discorso da fare nei confronti degli istituti bancari, tutelare i risparmiatori e non come si fa “sempre” i banchisti…! Se si pensa che ormai è stato “distrutto” il risparmio, basti pensare che gli interessi sono diventati negativi….. cioè  ai giorni di oggi si prende meno di quanto si è depositato…!

Affrontati i veri problemi del paese, dopo si può pensare alla riforma dello Stato italiano.

Quindi il mio auspicio, è che i politici italiani spero non fanno come hanno fatto sempre, di perdere tempo su riforme che anche se necessarie in questo momento non sono la priorità ma la priorità è la crisi economica e sociale che sembra non finire mai….!
Il lumicino alla fine del tunnel che si intravede da anni…. sembra mai portarci fuori da questo tunnel….
Usciamo prima dal tunnel…. e poi pensiamo alla riforma dello Stato! 

Concludo questo post riportando la frase del post precedente 4 dicembre 2016 “ - votare SI o votare NO? (Conclusioni) del regista italiano Ermanno Olmi:   
C'è un articolo che non è stato scritto alle origini della nostra Costituzione: non per dimenticanza, ma perché era già radicato in ciascuno dei padri costituenti. Costoro avevano l'onestà come primo comandamento. E con quel puntiglio hanno scritto tutti gli altri articoli.
Oggi è sceso il buio della indifferenza e della rinuncia alla propria dignità. Solo pochi sentono il dovere di tenere acceso il lumicino di una coscienza civile. 

Alla prossima
                                                                                                                                                                                 
Cambiamo La Nostra Italia
Roberto Di Stefano  

giovedì 1 dicembre 2016

4 dicembre 2016 “Referendum popolare confermativo sulla riforma costituzionale” prevista dal DDL Boschi - votare SI o votare NO? (Conclusioni)

Eccoci all'atto finale di riepilogo dei post se votare SI oppure NO (Referendum 4 dicembre 2016 - SI o NO alla riforma costituzionale Renzi-Boschi?) al referendum sulla riforma costituzionale previsto tra tre giorni domenica 4 dicembre 2016 dalle ore 7.00 alle 23.00.
Vediamo di trarre le conclusioni su questa "stravolgente" riforma costituzionale.   

Come abbiamo visto nei post precedenti a iniziare dal primo (Referendum 4 dicembre 2016 - SI o NO alla riforma costituzionale Renzi-Boschi?) non tutte le modifiche previste sono da buttare, però la maggior parte delle modifiche sono alquanto discutibili!

Ma riassumiamo alcune modifiche positive e quelle negative.
Alcune e poche modifiche positive sono:
1)  La possibilità, per la prima volta per il popolo, di indire un referendum propositivo.
2)  La possibilità di accelerare l’iter di una legge visto che il potere legislativo sarà di totale competenza della Camera dei Deputati (l’unico ping pong tra Camera e Senato rimarrà per i disegni di legge)!
3) L’abolizione delle Provincie, che potrà essere una “cosa buona” se davvero porterà ad una vera riduzione dei costi della politica nella speranza che poi non si riducono i servizi per i cittadini…!
4)  L’abrogazione del CNEL, per questo non saprei dare un giudizio…….

Delle tante modifiche negative alcune sono:
1)  L’inutilità della riforma del Senato fatto in questo modo non ha senso, sarebbe stato meglio abolirlo…., visto le poche competenze previste nella riforma e probabilmente non inciderà nemmeno più di tanto sulla riduzione troppo irrisoria dei costi della politica.
Se proprio il Senato della Repubblica doveva continuare ad esistere, nella nuova riforma, allora sarebbe stato meglio che rimaneva un organo elettivo o non nominativo con competenze esclusive su alcune leggi!
Però la cosa giusta sarebbe stato ridurre in maniera significativa i parlamentari, come da più voci richieste! Dimezzare i deputati della Camera dei Deputati e dimezzare i senatori del Senato della Repubblica, si che avrebbe generato davvero una riduzione dei costi della politica e di tutto l’entourage intorno. E’ inutile avere 1000 parlamentari (più di 600 deputati e più di 300 senatori) per produrre una legge, visto che molti di loro non hanno nemmeno il senso di responsabilità di presentarsi alle sedute e molti di quelli dei presenti a volte non sanno nemmeno cosa stanno votando!  <Meglio 100 leoni che 1000 pecore>!
2) L’immunità parlamentare che permane sia per i membri dell’organo elettivo la Camera dei Deputati che per i membri dell’organo “nominativo” il Senato della Repubblica!
3)  Lo strapotere della Camera dei Deputati che “decide su tutto” in materia legislativa, all’immunità parlamentare, alla fiducia/sfiducia al Governo, all’amnistia e l’indulto!
4)  La ridefinizione e riduzione dei poteri delle Regioni a statuto ordinario, già con pochi poteri, perché il Governo accentra a sé con questa riforma alcuni poteri rilevanti come quelli in materia di produzione di energia e di infrastrutture “strategiche” bypassando le decisioni delle regioni! 

Per questo i cittadini italiani dovrebbero quindi prima di andare a votare andare a leggere le modifiche previste dalla riforma Renzi-Boschi sulla Costituzione, cosa che il 90% non faranno, decidendo di votare in base al “quesito” riportato sulla scheda referendaria, che ovviamente è troppo “riduttivo e di parte” oppure facendosi influenzare dalle esposizione degli “altri”, da promesse future  o da pressioni  esterne.   

Vi posto di nuovo i link per andare a leggere e confrontare le modifiche alla Costituzione previste dalla riforma del DDL Boschi con quelle vigenti:

Forse è stato un errore da parte di Matteo Renzi affidare al Referendum popolare le sorti della riforma costituzionale, per le ragioni appena sopra scritte, perché i cittadini italiani votanti dovrebbero sapere che con il semplice segno della “croce” daranno vita ad una nuova parte II° della Costituzione Italiana!             Ma siamo certi che tutti sono a conoscenza di cosa stanno votando? Non era meglio una riforma costituzionale che coinvolgesse tutti i partiti di destra e di sinistra, di governo e di opposizione, che potevano discutere nel merito ogni modifica per una piena riforma condivisa?

La rabbia è che votare NO è come dare ragione a Berlusconi, D’Alema ed ad altri, e votare SI sarebbe un errore perché verrebbe stravolta completamente al 2° parte della Costituzione italiana fatta troppo in fretta e male!

Io voto:
  

Ma, ribadisco, non è un voto contro il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che probabilmente ha fatto un pò meglio dei suoi predecessori ed ancora meglio potrebbe fare, per questo spero resti al suo posto, però non è così e con questa riforma che "si cambia l'Italia"!

Ormai il 4 dicembre è alle porte, <l'elettore si trova tra l'incudine ed il martello>, vediamo come andrà a finire…….   

Chiudo con due frasi molto “significative” che rivolgo a tutti gli attori della scena politica….       

Un grande regista del cinema italiano, Ermanno Olmi, ci ha scritto:
C'è un articolo che non è stato scritto alle origini della nostra Costituzione: non per dimenticanza, ma perché era già radicato in ciascuno dei padri costituenti. Costoro avevano l'onestà come primo comandamento. E con quel puntiglio hanno scritto tutti gli altri articoli.
Oggi è sceso il buio della indifferenza e della rinuncia alla propria dignità. Solo pochi sentono il dovere di tenere acceso il lumicino di una coscienza civile. 

Un grande scrittore, filosofo e saggista, Albert Camus, scriveva:
"Perché un pensiero cambi il mondo, bisogna prima che cambi la vita di colui che l'esprime. Che cambi in esempio".

Buona scelta matura di voto a tutti……


Cambiamo La Nostra Italia
Roberto Di Stefano  





martedì 29 novembre 2016

4 dicembre 2016 “Referendum popolare confermativo sulla riforma costituzionale” – SI o NO alla riforma Renzi-Boschi? (terza parte)

Dopo la seconda parte del post Referendum 4 dicembre 2016 - SI o NO alla riforma Renzi-Boschi? (2° parte) eccoci alla terza e conclusiva parte a discutere degli articoli più rilevanti che saranno modificati dalla riforma costituzionale Renzi-Boschi.
  
Modifiche al Titolo V della Costituzione, che riguarda per lo più le autonomie locali.
Con la modifica all’art. 114 della Costituzione, vengono soppresse le Provincie, che dovrebbero già essere soppresse…., mentre rimangono le Regioni, le città metropolitane e i Comuni.
Forse l’abrogazione delle Provincie è un altro errore, se poi le competenze non verranno “come si deve” trasferite alle Regioni. Però non si può negare che con l’abolizione delle Provincie si ridurrebbero notevolmente i costi della politica, perché non ci sarebbero più Consigli provinciali, Presidenti, ecc…., che in Italia “forse” erano un po’ troppi!
Magari per le Provincie si poteva fare come si è fatto per il Senato….. Si poteva ridurle in maniera drastica invece di abrogarle del tutto! Magari in proporzione all’estensione territoriale con un organo politico ridotto oppure sostituito da una figura politica che rappresentasse il governo centrale con un ruolo da intermediario tra Comuni e Regione.
Dico questo perché, già da quasi un anno si parla già di macro-regioni che dovrebbero sostituire le Regioni attuali, per una ulteriore riduzioni dei costi. Magari in questo secondo tempo si attuerebbe l’abrogazione definitiva delle Provincie, e la sostituzione delle Regioni con le macro-regioni!
Ma comunque sull’abrogazione delle Provincie mi trovo concordo, però avrei preferito anche abolire il Senato…. Per come verrà ridotto… non di numero ma di funzioni, ribadisco, non so a che cosa servirà!
Ma procediamo vedendo le altre modifiche previste dal DDL Boschi sulla riforma costituzionale.
Probabilmente una delle modifiche che fa davvero più “rabbia” e che di sicuro agita gli animi e la riduzione della potestà legislativa delle Regioni, perché anche se i poteri delle Regioni rimangono pressoché gli stessi già previsti dall’art. 117 della Costituzione testo vigente, con la modifica appunto all’art. 117 della Costituzione, in alcune materie il Governo può sostituirsi, anzi si appropria di poteri per decidere in tema di produzione, trasporto e distribuzione nazionali dell’energia (lettera v art. 117 della Costituzione testo modificato), infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto e di navigazione d’interesse nazionale, ecc… (lettera z art. 117 della Costituzione testo modificato). Cioè il Governo può decidere "cosa fare", nel bene e nel male, anche in ambito locale in ciascuna Regione.
Cioè, mentre fino a diversi anni fa, quando si parlava di riforme costituzionale, si parlava anche di federalismo per dare più autonomia e potere alle regioni, invece adesso si verificherebbe l’opposto, cioè si accentrerebbe ancora di più il potere al governo centrale riducendo ulteriormente i poteri delle Regioni.

OK basta così, termino qui questo post diviso in tre parti, dove ho cercato di riassumere gli articoli più rilevanti che la riforma costituzionale Renzi-Boschi “intaccherà” ma ce ne sono molti altri articoli che saranno modificati e che ognuno di voi può andare a leggerli tranquillamente per maturare una decisione se votare SI o votare NO. 
Vi posto di nuovo i link a riguardo:

Ecco l'ultimo post per le considerazioni finali e se è meglio votare SI oppure NO!
Referendum 4 dicembre 2016 - SI o NO alla riforma costituzionale Renzi-Boschi?

Cambiamo La Nostra Italia
Roberto Di Stefano  

lunedì 28 novembre 2016

4 dicembre 2016 “Referendum popolare confermativo sulla riforma costituzionale” – SI o NO alla riforma Renzi-Boschi? (seconda parte)

Continuiamo quanto iniziato al post precedente, Referendum 4 dicembre 2016 - SI o NO alla riforma Renzi-Boschi? (1° parte), sulle modifiche previste con la riforma costituzionale del  DDL Boschi.

Diciamo però che non tutte le modifiche sono negative….! Una positiva è l’introduzione  del referendum “propositivo” previsto dall’art. 71 della Costituzione testo modificato. Però dobbiamo dire, sempre a proposito dei referendum, che purtroppo sempre all’art. 71 della Costituzione testo modificato, viene innalzato il numero della raccolta di firme per indire un referendum da 50.000 a 150.000 elettori.
Altra modifica discutibile è all’art. 79 della Costituzione testo modificato, dove sull’amnistia e l’indulto è prevista la decisione solo della Camera dei deputati, mentre nel testo vigente che si vorrebbe modificare con questa riforma costituzionale, la competenza attualmente è sia della Camera dei deputati che del Senato della Repubblica.
Ma procediamo.
Altra competenza “esclusiva” prevista dalla riforma costituzionale Renzi-Boschi, che l’approvazione delle leggi di bilancio e del rendiconto consuntivo presentati dal Governo (art. 81 della Costituzione testo modificato) spetterà solo alla Camera dei deputati!
Il dubbio mi assale….. Allora a che serve il Senato della Repubblica? Se avrà solo competenze secondarie di poco conto…… escludendo quella dove partecipa all’elezione del Presidente della Repubblica (art. 83 della Costituzione testo vigente) ed alla nomina di due membri della Corte Costituzionale (art. 135 della Costituzione testo modificato)!
Eppure i membri del Senato della Repubblica avranno gli stessi privilegi di garanzia previsti dall’art. 68 della Costituzione testo vigente, che garantisce l’immunità parlamentare sia ai deputati sia ai senatori e che non cambierà con la riforma costituzionale messa a referendum dell’ormai prossimo 4 dicembre 2016!  
Vabbèh… diciamo che c’è stata una svista!
Ma a proposito dell’immunità parlamentare, per procedere nei confronti del Presidente del Consiglio e dei Ministri, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, chi ha il diritto a dare l’autorizzazione a procedere secondo le norme stabilite con legge costituzionale? Ovviamente solo la Camera dei deputati (art. 96 della Costituzione testo modificato)! Ed il Senato della Repubblica? Ancora una volta starà a guardare!  
Chiudiamo questa seconda parte sulle modifiche sostanziali previste dalla riforma costituzionale Renzi-Boschi per quanto riguarda i pro e i contro di questa riforma, con la modifica all’art. 99 della Costituzione che sancisce l’abrogazione del CNEL (Consiglio Nazionale, dell’Economia e del Lavoro) organo di consulenza delle Camere e del Governo in materia economica e sociale!
<Non credo che abolendo il CNEL si sana il bilancio dello Stato italiano>!
I “buchi” da tappare dello sperpero di denaro pubblico sono altri e molto più grandi!

Concludiamo con l'ultimo post che riguarda le modifiche previste dalla riforma costituzionale del DDL Boschi al Titolo V della Costituzione italiana:
Referendum 4 dicembre 2016 - SI o NO alla riforma Renzi-Boschi? (3° parte)

Ecco di nuovo i link per vedere le modifiche costituzionali previste dal DDL Boschi:

Cambiamo La Nostra Italia
Roberto Di Stefano