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domenica 9 novembre 2014

RENZI contro TUTTI e Tutti contro Renzi (Articolo 18 e molto più)

Periodo difficile per il nostro Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che escludendo i membri del governo fedelissimi a lui, molti “altri” sembrano remargli contro o comunque essere in discordanza con lui, da alcuni esponenti di spicco del suo stesso partito del PD fino a funzionari europei.
Infatti, molti personaggi di una certa rilevanza del Partito Democratico, da Civati e Cuperlo fino alla “vecchia guardia”, non gli va proprio giù il Jobs Act di Matteo Renzi, ed in particolare la parte che riguarda l’abolizione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, che è, ancora per il momento, una garanzia a tutela del lavoratore. Su quest’ultimo argomento si sta battendo duramente la CGIL di Susanna Camusso, che nella manifestazione del 25 ottobre scorso ha portato nelle piazze della capitale romana un milione di persone, tra cui anche gli esponenti del PD in disaccordo e quasi in rottura con Renzi, appunto Civati e Cuperlo.  
Probabilmente non tutti i simpatizzanti dell’ala dissidente del PD hanno torto, come pure la CGIL della Camusso e la FIOM di Landini, che difendono con fermezza l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Non è quello il problema della causa della disoccupazione italiana, ma sono altre le cause, quali in primis il costo del lavoro, la burocrazia, la giustizia "interminabile" e la politica stessa che dovrebbe unicamente svolgere il solo indirizzo politico e lasciare agli organi ed enti competenti l’indirizzo amministrativo e gestionale senza intromettersi ogni volta..... ma limitandosi ad adottare leggi chiari senza “alibi e contaddizioni" di nessun tipo. 
L’abolizione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, a detta di molti, renderebbe invece il lavoro ancora più precario, ed hanno ragione, ma cosa ancora più grave, renderebbe il lavoratore “ricattabile. Inoltre il datore di lavoro avrebbe piena scelta arbitraria, e quando non gli va più a genio un lavoratore, oppure perché gli viene segnalato di prendere un nuovo lavoratore “raccomandato”, non gli sarà difficile licenziare qualcuno per sostituirlo con il “raccomandato” di turno.
Quindi, prima di abolire l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, è necessario valutare attentamente quello che si sta per fare, altrimenti si fa un regalo davvero grosso alle imprese dopo aver fatto per anni regali alle banche.
Fuori dalle nostre frontiere, se il Jobs Act non piace agli italiani, trova invece “stranamente” favorevole l’appoggio delle istituzioni europee, che però non hanno accettato facilmente la Legge di Stabilità presentata dal Governo Renzi il mese scorso, ma soprattutto l’atteggiamento del premier italiano, che “sembra” dico “sembra”, non vorrebbe piegarsi agli “ordini” della Commissione Europea.
Ed ecco così sorgere altri nemici per Matteo Renzi, perché il suo modo di fare non va proprio giù ad alcuni componenti della Commissione Europea che disapprovano questo atteggiamento del nostro Presidente del Consiglio, criticato anche aspramente dallo stesso Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Junker.
Ma i nemici ed i guai per sir Renzi sembrano non finiscano qui…. Notizie di quest’ultimi giorni è che l’alleato numero “uno” Silvio Berlusconi, che mantiene in piedi il governo Renzi, abbia intenzione di prendere sempre più distanze dal premier italiano, se quest’ultimo non rispetterà il Patto del Nazareno siglato all’inizio dell’anno, sulla riforma della nuova legge elettorale denominata Italicum, patto che adesso sembra scricchiolare dopo l’incontro non proprio esaltante tra i “due” nella settimana appena finita.  
Infine, a molti italiani, come dimostrato dalle ultime manifestazioni che ci sono state, non piacciono molte iniziative che intende adottare il governo Renzi nella Legge di Stabilità, non solo l’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori citato in precedenza, ma nemmeno alcuni provvedimenti contenuti nel Decreto Sblocca-Italia con cui il governo italiano vorrebbe provvedere direttamente, scavalcando Regioni e Comuni, all’adozione di atti di autorizzazione nel campo energetico, senza considerare le esigenze ed i pericoli per le popolazioni locali interessate.
Per chiudere questo post, vorrei ricordare al governo Renzi che mancano meno di due mesi alla fine della Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione Europea presieduta appunto dall’Italia, e sarebbe curioso sapere su che cosa si è battuto ed ha ottenuto il nostro governo in questo nostro semestre europeo.

Alla prossima 

Dite la vostra!

Per Cambiare la Nostra Italia

Roberto Di Stefano  

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