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sabato 31 marzo 2018

Lo “stallo e il caos” creato dalla legge elettorale del rosatellum del post-voto del 4 marzo 2018 e le possibile evoluzioni – Al M5S l’incarico per il nuovo governo?

Continuando quando iniziato nel post precedente (Lo “stallo e il caos” creato dalla legge elettorale del rosatellum....), dopo aver esaminato la possibilità di avere prima un governo di centrodestra a trazione leghista, ma traballante……. Se invece poi il capo dello Stato, nel caso Matteo Salvini non riesce a dar vita ad un esecutivo, dia l’incarico a Luigi Di Maio del M5S?
Cosa succederebbe?
Per come la vedo io, sarebbe qualcosa di difficile da far funzionare, solo perché il movimento pentastellato pur avendo un cospicuo “esercito” di deputati e senatori, non sarebbero sufficienti a dar vita ad un governo da “soli” per realizzare il programma promesso agli elettori, poiché occorrerebbe comunque l’apporto di qualche altra forza politica per raggiungere una maggioranza.
Ma di chi ti puoi fidare?


Oltre alla Lega in questo modo si “brucerebbe” anche il Movimento 5 Stelle, proprio quello che vogliono “i nemici del movimento”!
Perché, mentre all’inizio farebbero “finta” di appoggiare un governo a guida M5S “per il solo senso di dovere nazionale” da parte di altre forze politiche, successivamente nei momenti decisivi remerebbero contro ogni cosa….. boicottandolo e facendo cadere la colpa di ogni fallimento sul movimento pentastellato.
E mentre l’amministrazione capitolina della Raggi, nonostante i boicottaggi, che continuano ancora oggi, le male dicerie, i persistenti attacchi e denigrazioni di ogni genere e da ogni direzione, riesce ancora ad andare avanti, per un governo nazionale pentastellatto che sarebbe in balia di altre forze politiche, non potendo contare su una “sua” maggioranza assoluta, sarebbe difficile resistere, con il rischio di fallire e di non rialzarsi più, proprio quello che vogliono i “suoi tanti nemici” per affossarlo definitivamente e toglierlo dalla circolazione! 

A dimostrazione di ciò, infatti, solo un paio di giorni dopo la vittoria del centrodestra alle elezioni politiche del 4 marzo, ma soprattutto con l’eclatante affermazione del Movimento 5 Stelle con il quasi 33% delle preferenze, è iniziato subito la denigrazione nei confronti dei “grillini”, perché qualche idiota, ha messo in circolazione in rete un modello per richiedere il reddito di cittadinanza, che notiziari e giornali senza nessuna esitazione, hanno subito enfatizzato tale fake news spacciandola per vero, con file di persone ai Comuni ed ai centri per l’impiego, quando invece era tutto falso ovviamente….. visto che non c’era ed ancora non c’è nessun governo, dimostra già da subito cosa andrà incontro il Movimento 5 Stelle, e le trappole che lo attendono!

Ma qualcuno ha già messo pure le mani avanti…. Perchè se andrà male la colpa sarà del Movimento 5 Stelle. Ed ancora una volta questa cosa è venuta dal partito democratico, esattamente dal nuovo reggente del PD Maurizio Martina, ormai ex Ministro delle Politiche Agricole, che nella puntata dello scorso 13 marzo su Rai Uno a Porta a Porta condotta da Bruno Vespa, ha travisato quanto detto da Luigi Di Maio del M5S.
Il leader del movimento pentastellato in una intervista ha detto semplicemente che se non si riuscirà a fare il governo e si va a nuove elezioni, il M5S non può altro che crescere.
Mentre Martina ha detto che sarebbe una sconfitta per il M5S il partito che ha vinto di augurarsi ad andare a nuove elezioni.
Prima cosa il Movimento 5 Stelle è si il primo partito d’Italia, però non ha vinto le elezioni ma le ha vinto la coalizione del centrodestra formata da più partiti.
Comunque nemmeno questa coalizione ha i numeri per governare, per colpa proprio della legge elettorale del rosatellum voluta dal PD che adesso guarda bene nel “lavarsi le mani”!
Quindi è logico, che se né il centrodestra e né il M5S non riescono ad avere i numeri per dar vita a un governo, nel momento in cui il PD ha deciso di fatto di stare all’opposizione senza voler appoggiare nessun esecutivo, ma è meglio così, io non mi fiderei se fossi nei panni di Salvini o Di Maio, perché come sempre…. Fidarsi è bene non fidarsi è meglio, l’unica soluzione sarebbe il ritorno alle urne.

BUONA PASQUA 


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Roberto Di Stefano

venerdì 30 marzo 2018

Lo “stallo e il caos” creato dalla legge elettorale del rosatellum del post-voto del 4 marzo 2018 e le possibile evoluzioni

Continuando l’analisi del dopo voto delle elezioni politiche italiane del 4 marzo 2018, dopo aver esaminato cause ed effetti nel post precedente (Analisi del voto 4 marzo 2018 “cause ed effetti”) vediamo la situazione che si è venuta a creare e le possibili evoluzioni future.
Una buona notizia, è che nonostante lo “stallo” della situazione post-voto, sono stati eletti nel frattempo, anche abbastanza celermente e sorprendentemente nei tempi previsti con “larghe convergenze”, Maria Elisabetta Alberti Casellati (di FI) per il centrodestra a Presidente del Senato della Repubblica e Roberto Fico (del M5S) a Presidente della Camera dei Deputati.
Fin qui ha retto, un inizio di accordo soddisfacente tra il Movimento 5 Stelle con il centrodestra o meglio con il partito trainante, la Lega di Matteo Salvini, però il “bello” deve ancora venire!
Ci sarà mai un proseguo con un accordo di governo?
Chi dovrà governare, con il “caos” prevedibile creato dalla legge elettorale del rosatellum?

Toccherà alla Lega di Salvini ed ai suoi alleati, e con chi altro?


Come abbiamo visto nei precedenti post (i link alla fine di questo post), ha vinto le elezioni politiche del 4 marzo la coalizione del centrodestra con il 37% dei voti, però il partito più votato in maniera molto significativa ed evidente è stato il Movimento 5 Stelle con oltre il 32% delle preferenze, che per poco addirittura non ha doppiato i voti degli altri partiti più votati cioè il PD con quasi il 19% e la Lega con quasi 18%.
Dall’esito del voto del 4 marzo, toccherebbe alla coalizione Salvini-Berlusconi-Meloni, il primo tentativo di formare un governo, come del resto rivendica il leader della Lega ed ormai del centrodestra Matteo Salvini.
Quindi “la palla” passa alla Lega, ed è meglio così per il M5S, per come la vedo io, anche se Luigi Di Maio del M5S insiste per avere lui l’incarico a formare il governo come partito più votato dagli italiani..
Ma per governare è necessario l’apporto di deputati e senatori di qualche altra forza politica. Ed è proprio qui il bello… “ci si può fidare”? Visto l’aspro che esiste tra queste forze politiche, PD, Lega, FI e M5S? Oltre ad avere programmi notevolmente diversi? 
Se il centrodestra riesce a fare un governo, trovando una maggioranza, “sopravvivrà” fino a quando? Con una coalizione di partenza tra Lega e Forza Italia nata già traballante e dopo il voto è uscita ancora più barcollante….?
Con FI di Berlusconi sconfitto come partito alle elezioni, in continuo calo rispetto ai sondaggi, dove invece il cavaliere Silvio prima delle votazioni dava i numeri….. per condizionare l’elettorato…. parlava di un facile successo e di una sicura maggioranza della coalizione del centrodestra, con una super Forza Italia!!! Mentre il voto ha detto tutt’altra cosa?
In questo modo un probabile governo di Matteo Salvini, rischia di <bruciarsi> già in partenza, con lo spettro di nuove elezioni all’orizzonte, dove il Movimento 5 Stelle si troverebbe la strada spianata, dopo gli ennesimi deludenti governi di centrosinistra e centrodestra, e con la probabilità davvero di arrivare da soli a quell’impossibile 40% per avere una maggioranza su cui contare senza inciuci e senza accozzaglie…… a causa del rosatellum una legge elettorale <fatta con i piedi>!
Solo allora sarebbe il banco di prova del M5S, che potrebbe, o sancire la definitiva consacrazione del movimento pentastellato oppure la loro dissoluzione!
Ma se il M5S facesse un accordo adesso con il centrodestra di Salvini, oppure con il “diffidente” PD di Renzi, cosa sucederebbe???


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Roberto Di Stefano

mercoledì 21 marzo 2018

Analisi del voto 4 marzo 2018 “cause ed effetti”

Dopo aver analizzato i numeri del voto del 4 marzo scorso (Il tsunami M5S.... Perchè M5S è l’UNICO VINCITORE....), in questo post vedremo il contesto complessivo delle cause e gli effetti che hanno determinato vincitori e vinti.
Prima, di discutere di questo, voglio fare un ultimo appunto riguardo i numeri sul voto delle politiche del 4 marzo, giusto per dare anche un merito alle vittorie del PD di Renzi e di FI di Berlusconi, avvenuto in maniera più marcata solo nelle circoscrizioni all’estero (link e screenshot sotto): 



SENATO - elettori all'estero

dove è più difficile verificare la regolarità e le modalità corrette delle votazioni, come ha dimostrato la trasmissione di Canale 5 Striscia la Notizia in una delle puntate della settimana scorsa, denunciando una serie di irregolarità per non dire “brogli”.
Infine per chiudere questo discorso, sul diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero, sinceramente non la vedo una cosa tanto giusta, anche se questo diritto esiste in tutti i paesi del mondo. Questo perché, gli elettori italiani all’estero sono più di un milione, e pesano di più di diverse regioni italiane, anche messe insieme, che non arrivano ad un milioni di elettori. Sono d’accordo sul voto degli italiani che vivono all’estero, se anch’essi pagano le tasse allo Stato italiano, altrimenti appunto non è giusto che possono con il loro voto determinare la vittoria di uno o di quest’altro partito, che poi darà vita al governo che amministrerà gli italiani in Italia. Se poi il cittadino italiano residente all’estero decidesse di recarsi in Italia per votare, allora la situazione è un po’ più diversa, perché tale cittadino dimostrerebbe di tenere davvero al voto. Perché, come ho scritto in precedenza, sono possibili brogli elettorali con il voto di corrispondenza all’estero, come dimostrato dalla trasmissione Striscia la Notizia, che alla fine appunto potrebbe risultare "falsamente" determinante, ma per fortuna non è stato nel caso di queste elezioni politiche italiane 2018.

Assodato che il partito unico vincitore in maniera abbastanza “marcata” con oltre il 32% di preferenze, ma non sufficiente a governare è il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio (Perchè M5S è l’UNICO VINCITORE....), il vincitore effettivo, o meglio i vincitori, sono i partiti uniti nella coalizione del centrodestra, in primis la Lega di Matteo Salvini, che ormai ha surclassato in maniera decisiva Forza Italia di Silvio Berlusconi, poi troviamo Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, ed altri partiti minori, che tutti insieme hanno raggiunto il 37% delle preferenze degli elettori.
Invece è andato malissimo il centrosinistra capitanato dal PD di Matteo Renzi, che non è riuscito ad andare oltre il 23% come coalizione ed appena il 19% come partito. 
Da wikipedia link riassuntivo: Elezioni politiche italiane del 2018  

Vediamo perché queste sconfitte e queste vittorie.

Il risultato, secondo il mio modesto parere, è scaturito dall’errore fatto sia dal centrosinistra che dal centrodestra, di poter ancora manipolare il popolo come nel passato….
Non è più il popolo di un tempo, almeno spero, che crede ad ogni cosa che gli viene raccontata….
Al giorno d’oggi le notizie non sono solo più unidirezionali (TV, radio e giornali) dove l’utente è il punto finale ricettivo di una informazione. Ma oggi le notizie sono bi e pluridirezionali, grazie all’avvento della rete e con il fatto che ormai siamo sempre connessi, ad internet, ai blog, social network, chat, ecc… tutto facilitato ulteriormente dalle App dei dispositivi mobili, dove le informazioni viaggiano continuamente tra utenti, <convertendo> un cittadino da soggetto passivo a soggetto attivo, in una discussione di un contesto sociale globale.
Un altro motivo, che secondo me, ha determinato un drastico calo delle preferenze verso il PD di Renzi e FI di Berlusconi, è stato il fatto che mentre i pentastellati, hanno girato si per l’Italia, ma andando nelle piazze e nelle strade tra la gente per parlare al popolo, Renzi e Berlusconi invece si sono limitati a parlare dei loro programmi, in locali come se la “loro parola” fosse diretta solo ad alcune categorie di persone e non alla massa! Cioè questi “vecchi” partiti” non si sono comportati da “vecchi” partiti facendo comizi come un tempo, ma quasi come se fossero discorsi a “numero chiuso”! 
Praticamente nei paesi, non si sono visti molti comizi per non dire nessuno, quindi la gente si è sentita anche “bistrattata” e non considerata, ma “scontata” sulla loro scelta!
Inoltre, altra cosa che si è notata, sono stai i manifesti elettorali, pochissimi rispetto al passato e rispetto agli spazi messi a disposizione!
Forse in quest’ultimo caso è per colpa della legge elettorale del Rosatellum… che non ha permesso molte scelte di preferenze sui candidati!

Altro errore è stato attaccare continuamente il Movimento 5 Stelle, etichettandolo come movimento populista, composto da incompetenti, disoccupati, ecc…. (Elezioni.......2018 “Tutti contro Uno” e Elezioni......2018 – Populismo ed altri “aspetti” italiani e non), sortendo invece l’effetto opposto!
Quelli del M5S, nella legislatura che ormai è giunta a termine, hanno almeno dimostrato di aver mantenuto quanto promesso, restituendo parte dei compensi percepiti come deputati e senatori, tranne per alcuni davvero pochi, che hanno fatto i furbi, per questo estromessi dal movimento. E’ questo è stato un pregio del M5S agli occhi della gente, viste come persone non egoiste se hanno rinunciato ad una parte dei loro guadagni mettendole a disposizione della collettività. Quindi lanciando un messaggio al popolo italiano, di non avere interessi personali, tranne che per colpa di una o poche pecore nere che in un gruppo ci sono sempre, ma di avere interessi collettivi, quello che i “vecchi” partiti hanno sempre annunciato ma mai attuato!
Inoltre i pentastellati non sono stati votati da oltre 10 milioni di italiani per il solo reddito di cittadinanza, perché se davvero fosse così…..  vuol dire che le precedenti classe politiche hanno davvero ridotto sul lastrico l’Italia!

Gli effetti del voto?
Gli effetti, è che nonostante ci sia un partito con un ampio consenso, il Movimento 5 Stelle, non c’è e probabilmente non ci sarà un governo “libero”, questo a causa di una “pessima” legge elettorale “il Rosatellum”, che come in molti avevano preventivato, forse gli stessi ideatori… ci speravano, non permette oggi a nessuno di governare sia al M5S che al centrodestra!
Come dire <Muoia Sansone con tutti i Filistei! >!

Dopo questi numeri ed il contesto dell’esito del voto politico del 4 marzo 2018, continuiamo con Lo “stallo e il caos” creato dalla legge elettorale del rosatellum del post-voto del 4 marzo 2018 e le possibile evoluzioni

Roberto Di Stefano  

sabato 17 marzo 2018

Perchè M5S è l’UNICO VINCITORE delle Elezioni Politiche italiane del 4 marzo 2018

Questo doveva essere il post dove avrei voluto analizzare “il voto del 4 marzo 2018 in un contesto complessivo e le possibili evoluzioni future, ma che farò nel post successivo, perchè invece guardando ancora i numeri del voto a 360°, mi sono accorto di quanto è stata schiacciante la VITTORIA del Movimento 5 Stelle, che gli altri partiti, i media ed altre fonti di informazioni italiane e non, hanno “ridotto” questa affermazione al voto del M5S quasi solo al sud Italia.
Invece come ho già riportato nel post precedente (Il tsunami M5S si è abbattuto sulle Elezioni Politiche italiane del 4 marzo 2018) le percentuali che il movimento ha ottenuto da sud, passando per il centro ed arrivando al nord Italia sono davvero impressionanti! Ancor più nelle due nostre grande isole dell’Italia, Sicilia e Sardegna.  

Prima di vedere questi numeri, vediamo come è cresciuto il Movimento 5 Stelle dalla sua prima partecipazione al voto politico nazionale del 2013 a quello del 2018, nonostante, le denigrazioni, gli attacchi continui e falsi, alla Roma “disastrosa di Virginia Raggi”, e l’etichettatura di populismo ed incompetenza riferita al M5S!

Nell’ Elezioni Politiche del febbraio del 2013, le percentuali di voto del Movimento 5 Stelle sono state del 23,80% al Senato e 25,56% alla Camera (Elezioni Politiche del 2013 - Senato della Repubblica e Elezioni Politiche del 2013 - Camera dei Deputati).
Mentre nell’Elezioni Politiche del marzo del 2018, le percentuali di voto del Movimento 5 Stelle sono state del 32,21% al Senato e 32,66% alla Camera (Elezioni Politiche del 2018 - Senato della Repubblica e Elezioni Politiche del 2018 - Camera dei Deputati).
Come si può notare, è evidente che il M5S è notevolmente cresciuto, con percentuali altissime, con incrementi del 9% in più al Senato e 7% in più alla Camera.
Ma queste percentuali non dicono tutto, vediamo i numeri effettivi e veritieri del Movimento a 5 Stelle.
Come ho già riportato sopra, in queste elezioni politiche di marzo 2018, il M5S ha ottenuto il 32,21% al  Senato della Repubblica per un totale voti di quasi 10 milioni, ed il 32,66% alla Camera dei Deputati per un totale voti di quasi 11 milioni.
Assodato che alla Camera dei Deputati il Movimento 5 Stelle ha ottenuto un risultato migliore di poco rispetto al Senato della Repubblica, analizzerò proprio il voto del Senato per dimostrare ancor di più la vittoria schiacciante del Movimento dei “grillini”!
Ed ecco i numeri, che ognuno può verificare dai links sopra riportati, che sono quelli ufficiali del sito del Governo italiano.
Il centrodestra ha ottenuto come coalizione poco più di 11 milioni di voti, il centrosinistra sempre come coalizione quasi 6 milioni di voti, mentre il Movimento 5 Stelle ha ottenuto da “solo” quasi 10 milioni di voti. Come scritto in precedenza dati riferiti al Senato della Repubblica.
Ora considerando numeri riferiti singolarmente a ciascun partito, risulta che su 20 Regioni d’Italia, il M5S è stato il partito più votato in ben 14 Regioni, mentre nelle rimanenti 6 Regioni d’Italia è risultato il secondo partito.    

  
Praticamente è stato il I° partito nelle seguenti Regioni: Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna; e II° partito nelle Regioni Valle D’Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Toscana.  
La domanda nasce spontanea……..
Ma come sono ripartiti i voti ottenuti dal Movimento 5 Stelle, tra l’Italia del nord, centro e sud?
Come ho scritto in precedenza in questo post, i voti ottenuti dal M5S riferiti al Senato sono stati quasi 10 milioni, che da un conteggio grossolano risultano così distribuiti:   

totali voto al nord: circa 3.355.000
totali voti al centro: circa 1.800.000
totali voti al sud (escluse le due isole maggiori): circa 3.035.000
totali voti nelle isole maggiori: circa 1.340.000

Come si può vedere dai dati sopra, dove ha preso più voti il Movimento 5 Stelle, addirittura è stato nel nord dell’Italia, ma il voto che ha ottenuto il M5S al nord, in percentuale risulta inferiore rispetto al centro ed al sud dell'Italia solo perché la base elettorale è molto differente, visto che il nord Italia ha più abitanti quindi più elettori rispetto al centro ed al sud dell'Italia, che di conseguenza determina ovviamente un'assegnazione di numeri di seggi notevolmente diversi tra le varie regioni dell'Italia.
Eppure, i media, e chi è “invidioso” della vittoria dei cinque stelle, ci raccontano tutta un'altra storia….. che <l’Italia è spaccata in due> il sud al M5S e il nord alla Lega o meglio al centrodestra….!
Vi risulta così a tutti voi? Dai dati che ciascuno di noi può verificare tranquillamente, senza dare per oro colato tutto quello che vogliono farci credere?
Ci è stato raccontato che al sud il Movimento 5 Stelle è stato votato perché “i meridionali” vogliono il reddito di cittadinanza?
A questo punto nasce un “dubbio……atroce”!
Se al sud d’Italia i tre milioni che hanno votato il M5S vogliono il reddito di cittadinanza…….
Al nord d’Italia gli oltre tre milioni che hanno invece votato il movimento pentastellato, sono anch’essi poveri che non hanno voglia di lavorare?   

A ciuscun di VOI le conclusioni, da trarre con la “propria” testa e non con la testa degli “altri”!



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Roberto Di Stefano

lunedì 12 marzo 2018

Il tsunami M5S si è abbattuto sulle Elezioni Politiche italiane del 4 marzo 2018 – Quando i numeri non dicono tutto…..

Come volevasi dimostrare…..il tsunami M5S (Elezioni Politiche del 4 marzo 2018 – Populismo ed altri “aspetti” italiani e non) è arrivato come previsto e che il nemico non si aspettava con queste proporzioni…, e sarebbe stato ancora più “devastante” se non fosse stato per la Lega di Salvini che ha parato un po’ i colpi, salvando il centrodestra, mentre il PD ed il centrosinistra si sono affossati da soli!
Ed ancora una volta è stato “fatidico” per Matteo Renzi e il suo PD, il giorno 4, così come fu con la bocciatura al referendum sulla riforma della costituzione del 4 dicembre 2016 (Referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 – “Analisi di un voto”), così è stato adesso con una “sonora batosta” alle elezioni politiche dello scorso 4 marzo!

Ma analizziamo i numeri di queste elezioni politiche italiane, è perché il Movimento 5 Stelle è davvero l’unico vincitore rispetto al 32% di preferenze ricevute….
Come invece sappiamo, è la coalizione di centrodestra che comprendeva quattro o più partiti, che ha vinto queste elezioni, con un consenso di oltre il 37% (la percentuale varia di poco tra Camera e Senato), mentre il M5S da solo ha ottenuto oltre il 32% di preferenze.
Mentre il PD di Renzi è crollato tra il 18 e 19% dei consensi, ormai quasi raggiunto dalla Lega di Salvini con poco più del 17%, altro grande vincitore di queste elezioni nazionali, che ha superato Forza Italia di Silvio Berlusconi ormai in declino visto che è sceso al 14% dei consensi.   
   
Tutti dicono che l’Italia è politicamente spaccata in due, il nord ed una parte del centro alla destra (più che altro alla Lega di Salvini), ed il sud, isole e parte del centro Italia al Movimento 5 Stelle, mentre rimane ben poco ai partiti di sinistra ed al PD di Renzi.
Guardando i numeri da questi link:

Si può riassumere il tutto nell'immagine sottostante, presa dalle tante immagini che girano ormai in questi giorni, per fotografare l’Italia dopo il voto del 4 marzo, con la vittoria “schiacciante” del M5S ma non sufficiente a poter governare.
 Perché i numeri non dicono tutto…?
Semplicemente perché se si confrontano gli elettori del sud e delle isole, gli elettori del centro e gli elettori del nord Italia, numericamente parlando la differenza è sostanziale.
Gli aventi diritto al voto sono stati poco più di 46 milioni di italiani per la Camera dei Deputati e poco più di 42 milioni per il Senato della Repubblica. L’affluenza è stata del 73%, quindi si sono recati al voto per l’elezione dei deputati circa 33 milioni di elettori e per l’elezione dei senatori circa 30 milioni elettori.
A questo punto se si tiene conto della densità della popolazione, le Regioni del centro e del nord sono più popolose rispetto a quelle del sud. Quindi poiché il M5S si è affermato soprattutto al sud e nelle isole con percentuali altissime di oltre il 40%, questa non ha permesso di ottenere la maggioranza dei seggi, che sono ripartiti diversamente e ovviamente tra le varie Regioni d’Italia. Perché, per esempio, non è paragonabile il 40% di preferenze che un partito o coalizione prende in una regione del sud, esempio Calabria o Basilicata, con il 40% che si prende nella Regione Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna.
Infatti la sola Regione Lombardia con i suoi quasi 7 milioni di elettori riferiti all’elezione dei senatori, (i votanti che sono andate alle urne poco più di 5 milioni), quindi per la Camera il numero degli elettori è anche maggiore, pesa maggiormente sul risultato finale, rispetto a Regioni meno popolose del sud Italia. Solo mettendo insieme le due Regioni più popolose del sud Italia, Campania e Puglia è possibile pareggiare gli elettori della sola Regione Lombardia. Ecco perché, alla fine il centrodestra ha prevalso soltanto come coalizione per i voti riportati al nord Italia, dove comunque il Movimento 5 Stelle è andato bene, prendendo il 21,35% in Lombardia, superando addirittura Forza Italia di Berlusconi al 14,06% ed il PD di Renzi al 21,24% e secondo solo alla Lega di Matteo Salvini che ha ottenuto il 28,03%, risultati riferiti al senato (SENATO - Circoscrizione LOMBARDIA).
Per questo il M5S è andato forte ovunque, non solo al sud e isole, ormai etichettate come bacino di elettori “parassiti”, poiché a detti di molti, anche in maniera “un po’ offensiva e dispregiativa” mirano al reddito di cittadinanza. Ma il movimento pentastellato, come appunto è riportato nella cartina esemplificativa e riepilogativa sopra, in tutte le Regioni del centro e del nord ha ottenuto comunque risultati ottimali sempre intorno al 30%, tranne che in Lombardia come già scritto in precedenza circa il 21,35%, Trentino Alto Adige 19,28% e nelle circoscrizioni all’estero dove il risultato è stato più basso al 17,50% e dove ha vinto e si è rifatto un po’ il PD di Renzi (CAMERA - Circoscrizione Estero e SENATO - Circoscrizione Estero)

Quindi semplificare la vittoria del M5S solo al sud dell'Italia e isole, è “falsamente” riduttivo e non veritiero, quindi non legato solo al reddito di cittadinanza, come molti vogliono farci credere, ma anche a un vero e atteso cambiamento nelle istituzioni, visto che il movimento si è affermato ovunque da sud a nord dell'Italia!

Adesso vediamo i numeri del voto riferito al solo Movimento 5 Stelle 
"M5S è l’UNICO VINCITORE” delle Elezioni Politiche italiane del 4 marzo 2018"                  
  
A seguire, poi il post di analisi del voto del 4 marzo 2018 nel contesto complessivo, i fattori di influenza e le possibili evoluzioni future.

 
Cambiamo La Nostra Italia
Roberto Di Stefano  

giovedì 1 marzo 2018

Le bollette elettriche degli utenti morosi e inadempienti pagati dai soliti onesti?

Credo che molti sono al corrente, perché anche i telegiornali ne hanno parlato, o verranno a conoscenza con questo post, della notizia che le bollette elettriche degli utenti morosi e inadempienti rischiano di essere pagate dai soliti onesti!

Per i dettagli, questo è il link della notizia riportata dal “ilsole24ore” (Le bollette elettriche non pagate saranno (in parte) a carico degli altri utenti), mentre questo è il link (PRECISAZIONI Le bollette elettriche non pagate saranno (in parte) a carico degli altri utenti) di un altro sito che bolla la notizia come bufala o fake news!     

Vedremo, nel prossimo futuro, se è una bufala o succederà davvero, siamo in Italia e tutto può succedere, che sempre i soliti cittadini onesti devono pagare non solo i “loro” consumi, tasse ed imposte, ma anche i consumi, le tasse ed imposte dei soliti furbetti “italiani” che non pagano mai, tanto non passano mai dei guai, colpa dello Stato che italiano consente tutte queste “strane” ingiustizie.

Perché se fosse vero e succedesse una cosa del genere, “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”, sarebbe oltre un continuo incitamento all’evasione, non solo a non pagare imposte e tasse, ma addirittura a non pagare quanto una persona consuma o usufruisce come le utenze domestiche, come appunto quelle per l’energia elettrica, dove è incluso anche il canone RAI, tanto in Italia poi si trova sempre il modo di fare pagare gli altri, com’è successo per i crack delle banche dove hanno pagato i risparmiatori e i correntisti delle altre banche (Aumenti Costi Bancari 2016 “per salvare le 4 banche fallite” e Conferma Aumenti Costi Bancari dal 2016) e non i veri responsabili “dei fallimenti delle banche”!

Perché, se “oggi” sono le compagnie elettriche che vogliono recuperare i soldi dagli utenti onesti per colpa degli inadempienti e morosi, domani, può darsi, stessa cosa faranno anche le compagnie di distribuzione del gas, poi quelle dell’acqua, poi chi sa anche le compagnie di assicurazioni, è così via….., tanto ci sono sempre i “poveri fessi” che pagano “i conti” degli altri!         

Questo post era solo per mettervi al corrente di questa notizia, se è una fake news o no lo vedremo nei prossimi mesi, ed il mio consiglio e di controllare le bollette elettriche nei prossimi mesi, com’è farà il sottoscritto, che nel caso noterà un costo più alto del solito, cercherò la voce riferita all’importo anomalo e non dovuto, sottrarrò tale somma al fine di compilare un nuovo bollettino per pagare giusto quanto mi tocca. Mentre per chi ha la domiciliazione bancaria dell'utenza elettrica sarà più dificile evitare il pagamento di quanto "non dovuto"!

Perchè nessuno può obbligare a pagare ciò che non spetta, altrimenti si violano i principi “sacri” del diritto e del dovere!

Come diceva il mitico Totò…. E IO PAGO! (….ma io NON ci stò!)

Un motivo in più per andare a votare domenica 4 marzo  Elezioni Politiche del 4 marzo 2018” per ricambiare i nostri politicanti dei governi passati dei tanti regali che ci hanno fatto continuamente, e delle tante bugie raccontate con la complicità dei molti media che il più delle volte sono e sono stati di parte!   

Ai prossimi post
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Roberto Di Stefano