http://www.cambiamolanostraitalia.org/

martedì 7 aprile 2015

La Crisi a che punto è…… Conclusioni finali, prezzi, costi….. e Renzi?

Siamo giunti al termine di questa serie di post sulla “La Crisi a che punto è….
I precedenti post hanno riguardato il QE cioè il Quantitative Easing adottato dalla Banca Centrale Europea il 9 marzo scorso (La Crisi a che punto è……E’ il tempo del Bazooka BCE!  e  La Crisi a che punto è……QE Quantitative Easing della BCE), la situazione del Cambio Euro/Dollaro (La Crisi a che punto è……Cambio Euro/Dollaro), la situazione dei Tassi d’interesse (La Crisi a che punto è……Tassi e Mutui), il prezzo del Petrolio e l’attuale Spread tra BTP italiani e BUND tedeschi (La Crisi a che punto è……Petrolio, Spread BTP/BUND, Jobs Act). 

In questo conclusivo post tireremo le somme di tutto questo, se tutti questi fattori economici appena citati che in questo periodo sono così favorevoli all'economia, hanno portato o no dei vantaggi, ma soprattutto se questi vantaggi, sono stati sentiti in maniera tangibile oppure no dai “cittadini normali”, o alla fine è tutto fumo e niente arrosto! 

Con queste cose che cosa voglio dire?
Semplicemente che al giorno di oggi, con la globalizzazione in atto e con tutta la tecnologia esistente che consente l’accesso a qualsiasi news mondiale, prima di prendere per buona qualsiasi comunicato proveniente da qualsivoglia fonte attendibile o non, ciascuno di noi, cittadino del mondo, può approfondire qualsiasi notizia e situazione, e non “berla” come unica veritiera quella che appunto ci viene comunicata perentoriamente dai massimi organi di comunicazione.
Come ho cercato di scrivere in queste serie di post “La Crisi a che punto è……” per spiegare come ogni azione presa da un governo o un istituto europeo, non è detta che dia gli effetti desiderati, nonostante le dichiarazioni e i proclami di successo annunciati!  
Vedi appunto il QE Quantitative Easing della BCE (La Crisi a che punto è……QE Quantitative Easing della BCEper il momento ha rafforzato l’Euro invece di indebolirlo ulteriormente (La Crisi a che punto è……Cambio Euro/Dollaro); il tasso BCE EURIRS EURIBOR bassi mentre i mutui "bassini" (La Crisi a che punto è……Tassi e Mutui); lo Spread tra BTP Italiani e Bund Tedeschi mai così giù come non accadeva da anni (La Crisi a che punto è……Petrolio, Spread BTP/BUND, Jobs Act) nonostante non ci siano stati azioni legislative così eclatanti del Governo italiano, tranne il Jobs Act (dal lavoro rendi liberi al lavoro rende schiavi) attuato solo il mese scorso, guarda caso in concomitanza con il QE della Banca Centrale Europea, mentre questione ancora più importanti per quanto riguarda la nostra Italia, quali il costo della politica, la corruzione, la riduzione della pressione fiscale, la legge elettorale (bhè questa poco ci interessa) ed altri provvedimenti di rilievo, sono ancora  “lì” a”ballare” in Parlamento; ed ancora il basso costo del prezzo del petrolio (La Crisi a che punto è……Petrolio, Spread BTP/BUND, Jobs Actmai così basso dimezzato rispetto ad un anno fa, che in Italia si è tradotto in un leggero calo del prezzo del carburante, che “anormalmente” quando deve salire sale veloce con “con passi da elefante”, quando deve scendere scende pianino “con passi da formica” <per paura di cadere> (La Crisi a che punto è……Petrolio, Spread BTP/BUND, Jobs Act), questo non solo per il costo del carburante ma vale anche per il costo dell’energia che sarà meno costosa, ci costerà l’1% in meno “finalmente saremo più ricchi, poiché recupereremo su 1000 euro di consumi 10 euro e sarà un problema gestire questo grosso risparmio visto che oramai sono anni che abbiamo perso l’abitudine….> (vedere articolo Da aprile bollette piu' leggere: luce -1,1%, gas -4%); stesso discorso si può dire del gas (Da aprile bollette piu' leggere: luce -1,1%, gas -4%).   
Alla fine, questi vantaggi sono pochi e davvero ridicoli!
E se non fosse per la deflazione, che è un male invece di un bene a detta degli esperti in questo campo, che fa rimanere i prezzi ancora bassi, mentre come scritto nei post La Crisi a che punto è……E’ il tempo del Bazooka BCE!  e  La Crisi a che punto è……QE Quantitative Easing della BCE lo scopo del QE della BCE è quello di combattere la deflazione per aumentare l’inflazione (quindi un rincaro dei prezzi) per portarla al 2% nel breve periodo. 
Ma è tale deflazione che ci permette ancora di poter acquistare i beni di necessità e non, altrimenti la situazione è tuttora attualmente dura sotto il profilo economico.
Piccola parentesi.
A proposito di prezzi, nonostante persiste la deflazione, a volte ci sono alcuni beni di consumo con prezzi esagerati….. con “qualcuno” che approfitta più del dovuto in queste occasioni, pensando solo al profitto indipendentemente se è un bene destinato a rendere felice un bambino o bambina. Infatti la settimana scorsa in occasione della Pasqua ho comprato in un centro commerciale, un uovo di Pasqua della Kinder Ferrero di 220 gr per mia nipote, al costo “scontato” di euro 12,44 (nell’immagine sottostante trovate lo scontrino) invece del costo standard di poco più di 14 euro. Quindi 220 gr di cioccolata ed una misera sorpresa con un costo di quasi 25 mila delle nostre vecchie lire….. Cioè facendo i conti 1 Kg di cioccolata al latte della Kinder Ferrero costerebbe intorno alle 100 mila lire delle nostre care ed ormai in pensione vecchie lire….
Mamma mia che Sconto….Oh     No….Mamma mia che Prezzi….!

Dopo, questa piccola parentesi su deflazione ed “acquisto personale”, ritornando sulla congiuntura economica favorevole, spread BTP/Bund basso, prezzo del petrolio bassissimo, Euro per il momento ancora debole nei confronti del dollaro statunitense, tassi bassi, QE in azione, e via decendo…. se non si fa davvero adesso qualcosa sul “serio positiva” che i cittadini devono avvertire realmente nella loro vita per dare una scossa all’economia, la paura è che, se tra qualche mese riprendono di nuovo a salire l’Euro (che sembra già in atto), il prezzo del petrolio (perché non rimarrà a lungo intorno ai 50-60 dollari al barile), eventuali nuove speculazioni finanziarie (che per il momento sembrano siano in letargo) che possono riportare di nuovo in alto lo Spread tra BTP e BUND, ci ritroveremo di nuovo punto e a capo se non in una situazione peggiore…. 

Per il momento siamo in una situazione di tutto fumo e niente arrosto!

E Mateo RENZI?
Sembra l’uomo giusto….
Al momento giusto……
SPERIAMO faccia cose GIUSTE….   

Chi vivrà vedrà!

A presto

Cambiamo la Nostra Italia e non solo...
Roberto Di Stefano  

sabato 4 aprile 2015

La Crisi a che punto è……Prezzo Petrolio, Spread BTP/BUND, Jobs Act

Continuiamo con l’ultimo post che riguarderà soprattutto l'andamento dei fattori economici del momento, e dopo aver scritto nel post precedente la verità sui tassi d’interesse (La Crisi a che punto è…Tassi e Mutui), in questo post analizzeremo invece la situazione del prezzo del Petrolio e il livello dello Spread tra BTP e Bund.
Iniziamo con il petrolio, aiutandoci anche stavolta con delle immagini di screenshot catturate sempre dal sito investing.com  Brent e Greggio

Con l’immagine 1 sottostante si può notare il costo del petrolio di qualità Brent il 15/06/2014, quindi meno di un anno fa era di 114 euro al barile
Immagine 1 

Nell’immagine seguente invece (immagine 2) il prezzo del Brent il 29 marzo scorso, proprio in questi giorni era di 55 euro al barile, quindi meno della metà di un anno fa
Immagine 2 


Stessa discorso per il prezzo del petrolio Greggio di qualità inferiore, che meno di un anno fa il 15/06/2014 era di 107 euro al barile (immagine 3 sottostante)
Immagine 3

Mentre in questi giorni, esattamente il 29 marzo scorso (immagine 4 sottostante) il prezzo del Greggio era di  49 euro al barile, quindi anche il Greggio meno della metà rispetto all’anno scorso
Immagine 4

A questo punto ci si chiede, come mai il costo del carburante è comunque esagerato? E’ sceso si il costo rispetto ad un anno fa ma molto molto poco considerando adesso il prezzo del Brent o del Greggio.
Aggiungo in questo caso una “piccola chicca curiosa”.
In Basilicata, la mia regione, conosciuta più con il nome di Lucania, il prezzo del carburante è stranamente più costoso rispetto alle altre regioni d’Italia, in particolare alle regioni confinanti, pur  essendo la  Basilicata e/o Lucania la regione dove più si estrae il petrolio soddisfacendo un fabbisogno nazionale che si aggira intorno al 10%. Questa è un altra storia che meriterebbe un discorso a parte……
Continuando con il discorso, del “non calo giusto” del prezzo del carburante, stesso discorso  lo si può fare sul costo dell’energia e del gas rimasti comunque costosi rispetto al crollo del prezzo del petrolio cui sono direttamente influenzati.
In Italia, purtroppo, c’è il brutto vizio che quando il prezzo di un bene di servizio, quale carburante, elettricità e gas, deve salire, sale senza problemi e con facilità, mentre, al contrario, quando questi stessi beni di servizio devono calare, scendono lentamente “diciamoci la verità, fanno finta di calare” in attesa di riprendere invece di nuovo la loro ascesa!
Non voglio dilungarmi più di tanto, ognuno di noi sa trarre le conclusioni.     
Concludiamo questo post, dando un occhiata adesso alla situazione attuale dello Spread tra BTP italiani e Bund tedeschi, sempre tramite un immagine di screenshot sottostante, catturata questa volta dal sito Valore SPREAD BTP Italia il Sole 24 ore… e riferita ad un paio di giorni fa
                                                                       


Si può notare oggi quanto è basso questo Spread  poco più dei 100 punti (esattamente 107,05 il 2 aprile scorso), cosa da non credere… fino a qualche anno fa era alle stelle… chi sa perché?.....(Il Ricatto dello SPREAD)
Eppure vedendo cosa ha fatto il Governo Renzi, ci si domanda come mai?
La corruzione è quella che è………,
I costi della politica sono quelli che sono…..
La riforma dello Stato.... non ne parliamo proprio…..
Ah si gli 80 famosissimi euro………… (Renzi ti dà e Renzi si ri-prende gli 80 euro…..) ed il Jobs Act “in azione esattamente da un mese”, sono riusciti a cambiare l’Italia e gli italiani, consumi in netta ripresa e disoccupazione in netta discesa…….. 

BUONA PASQUA 2015 a TUTTI


Cambiamo la Nostra Italia e non solo...

Roberto Di Stefano  

venerdì 3 aprile 2015

La Crisi a che punto è……Tassi e Mutui

Dopo aver scritto nel post precedente La Crisi a che punto è……Cambio Euro/Dollaro, l’andamento del cambio Euro/Dollaro, in questo post descriverò invece la situazione attuale dei tassi d’interesse e dei mutui.
Come più volte riportato nei miei post, che dal settembre 2014 il tasso applicato dalla Banca Centrale Europea è 0,05% al minimo storico (Sempre più giù il tasso della BCE al minimo storico con lo 0,05%), vediamo se i tassi per i mutui sono calati in maniera proporzionale.
Al 31 marzo del 2015, solo qualche giorno fa, la situazione dei tassi BCE, EURIRS (utilizzato per i mutui a tasso fisso) ed EURIBOR (utilizzato per i mutui a tasso variabile) la si può vedere nell’immagine 1 di screenshot sottostante catturata sempre il giorno 31 marzo scorso dal sito Osservatorio tassi Il Sole 24 ore.... 
                                                                       Immagine 1

Come si può notare, questi tassi sono davvero molto bassi, anche lo stesso tasso EURIRS (comunemente detto solo IRS) è sorprendentemente basso sotto l’1%. Questo vuol dire che fare un mutuo adesso per l’acquisto della casa è davvero vantaggioso, anche utilizzando il tasso fisso, perché realmente si "dovrebbero” avere delle rate mensili bassissime, ma è davvero così? Vediamo!

Ricordando che le banche prendono i soldi in prestito dalla BCE al “ridicolo” tasso dello 0,05%, ho fatto sempre alla fine dello scorso mese di marzo una simulazione per il confronto delle varie offerte per un mutuo a tasso fisso a 25 anni (nell'immagine 2 sottostante di screenshot del 31 marzo scorso sono riportati i mutui più convenienti a riguardo), per vedere l’offerta migliore e paragonarla al mutuo a tasso fisso che feci io con la BNL nel 2010 cinque anni fa (link Mutuo Casa), seguì poi la surroga l’anno successivo ad un altro istituto di credito
                                                                       Immagine 2

Ad un primo sguardo risulta evidente che fare adesso un mutuo con tasso fisso con le caratteristiche riportate nell'immagine 2 sopra (le stesse del 2010) è conveniente, però c’è qualcosa che non quadra…..  
Infatti, nel caso del mio mutuo (link Mutuo Casa) il tasso d’interesse, la somma tra l’IRS 3,46% (che mi applicò in maniera discutibile la BNL) e lo spread 0,90%  (questo si conveniente) di ricavo della banca, fu del 4,36% con TAEG finale del 4,45%, con una rata mensile di euro 411.
Se dovessi fare adesso un mutuo a 25 anni con le stesse caratteristiche di cinque anni fa sempre con la stessa banca la BNL, la rata mensile “teorica”, perché all’atto del rogito tutto può cambiare a “sfavore del cliente” (per dettagli vedere post Mutuo Casa) sarebbe di euro 361,54 con tasso fisso del 3,15% e TAEG finale del 3,38%, come si può notare dall’immagina 2 sopra di simulazione delle migliore offerte per un mutuo a tasso fisso, con un tasso EURIRS a 25 anni intorno allo 0,8%. Questo però non spiega allora perché se quest’ultimo dato il tasso dell’IRS a 20-30 anni di fine marzo 2015 è più di quattro volte inferiore all’IRS applicatomi nel 2010 la rata mensile cala ma non in maniera proporzionale come la logica vorrebbe. Infatti la rata dovrebbe essere intorno ai 300 euro mensili invece così non è! Direte voi, che a me all'epoca fu applicato uno spread della banca del 0,90%, si vero ed era quello che mi aveva convinto. Allora vuol dire che se adesso la rata mensile è scesa si a 361 euro, mentre come ho scritto doveva calare ancora di più, ovviamente è aumentato lo spread della banca ed altri costi accessori, in modo tale che la bilancia penda sempre a favore della banca mutuante e mai del cliente mutuatario.
A conferma di questo argomento vi linko questo articolo sempre dello scorso mese di marzo Compravendite case.... mutui più leggeri ma spread rimangono alti  

Quindi in conclusione......
non è tutto oro quello che luccica, e la "furbizia" continua ad avere la meglio sulla "correttezza"!

Siamo ormai quasi al termine di questa serie di post…... che continua con...... 
 La Crisi a che punto è……Petrolio, Spread BTP/BUND, Jobs Act



Cambiamo la Nostra Italia e non solo...
Roberto Di Stefano  

giovedì 2 aprile 2015

La Crisi a che punto è……Cambio Euro/Dollaro (€/$)

Continuando il discorso dei precedenti due post (La Crisi a che punto è……E’ il tempo del Bazooka BCE! La Crisi a che punto è……QE Quantitative Easing della BCE), diamo un maggiore sguardo sull’effetto dell’utilizzo del QE Quantitative Easing messo in atto dalla BCE di Mario Draghi.
Uno dei motivi per cui si è ricorso a questo bazooka economico, è quello di indebolire ulteriormente l’Euro rispetto soprattutto al Dollaro statunitense, per favorire le esportazioni, che comunque erano le uniche che avevano risentito meno della crisi economica di quest’ultimi sette anni, rispetto al mercato interno di ciascun paese europeo.
Aiutiamoci con delle immagini di screenshot catturate durante la giornata del 2 aprile 2015 dal sito investing.com, per vedere se c’è stato davvero questo ulteriore indebolimento dell’Euro nei confronti del Dollaro, oppure se avverrà in futuro. 
Premessa
Già dall’estate scorsa è iniziato il deprezzamento  dell’Euro rispetto al Dollaro, ancora prima della riduzione al minimo storico del 0,05% del tasso dello da parte della Banca Centrale Europea sempre nel settembre scorso Sempre più giù il tasso della BCE al minimo storico con lo 0,05%.
Questa discesa dell’Euro nei confronti del Dollaro è continuata fino a qualche giorno dopo l’attuazione del “QE del 09-03-2015, poi in quest’ultimi dieci giorni sembra che ci sia uno “stallo” tra le due monete con addirittura tendenza al recupero della moneta unica europea.
Iniziamo dall’immagine 1 sottostante, dove si può notare che l’Euro è in discesa da mesi, ed al 25 febbraio il cambio Euro/Dollaro era di 1,1361
                                                                       Immagine 1

Nell’immagine 2 sottostante, invece si può notare che il giorno dell’adozione ed immissione del Quantitative Easing della Banca Centrale Europe il 09/03/2015, il tasso di cambio Euro/Dollaro era di 1,0852, quindi ancora in discesa
                                                                       Immagine 2

Questa discesa dell’Euro rispetto al Dollaro è continuata, non sapremo mai se per effetto del bazooka economico della BCE con l’applicazione del “QE” oppure perché così sarebbe comunque andata, nei giorni successivi come si evince dall’immagine 3 sottostante fino al tasso di cambio di 1,0484 del 15/03/2015
                                                                       Immagine 3

Però come si può notare dal grafico successivo, già dal 16 marzo è iniziata una inversione di tendenza, con l’apprezzamento dell’Euro rispetto al Dollaro fino a raggiungere un massimo di 1,0972 il 25/03/2015 (immagine 4 sottostante), per poi riprendere a calare ma in maniera molto lentamente nei giorni scorsi
                                                                       Immagine 4

Infine in questo inizio di aprile addirittura sembra iniziata di nuovo un tentativo di ascesa dell’Euro nei confronti del Dollaro statunitense, dove proprio durante la giornata del 2 aprile ha toccato anche il massimo di 1,0886 (immagine 5 sottostante) recuperando il terreno perso nell’ultimo periodo e risalendo ad un valore addirittura superiore alla data del 9 marzo (Immagine 2) quando la BCE ha dato inizio all'azione del Quantitative Easing                  
                                                                       Immagine 5

Quindi la cura della Banca Centrale Europea con il ricorso al QE sembrerebbe, fino a questo momento, avere provocato l’effetto opposto, infatti invece di accelerare il deprezzamento dell’Euro rispetto al Dollaro, abbia rallentato questa discesa della moneta unica europea che era già in atto da molto tempo, se non addirittura "adesso" aver provocato un inversione di tendenza al rialzo...... 
Ma "forse" l'Euro comunque raggiungerà la parità con la moneta statunitense nel corso del corrente anno indipendentemente dall’azione della Banca Centrale Europea, Federal Reserve U.S.A. permettendo! 
Però ipotizzando che l'azione della BCE con l'utilizzo del Quantitative Easing per l'ulteriore svalutazione dell'Euro, avesse funzionato subito o che funzionerà in futuro per un cambio di rotta per fare uscire l'Europa dal tunnel della crisi economica, la domanda in questo caso nasce spontanea "Perchè si è atteso fino ad oggi?" Sette anni di crisi economica per lo strapotere dell'Euro sul Dollaro statunitense (nel 2008 il cambio si aggirava intorno ad 1,57, mentre oggi si aggira intorno a 1,08) come si può notare dall'immagine 6 seguente
Immagine 6

Durante questo periodo però si è voluto provocare deliberatamente l'impoverimento dei cittadini? 
Mentre chi era già ricco è diventato ancora più ricco?
Speriamo di no che non sia stato un'azione premeditata.....

Una volta era il Padreterno a stabilire i 7 anni di carestia ed i 7 anni di abbondanza, oggi sono invece una certa categoria di uomini!

E non finisce quì....la storia continua con….
La Crisi a che punto è……Tassi e Mutui


Cambiamo la Nostra Italia e non solo...

Roberto Di Stefano