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sabato 30 maggio 2020

Clima, ambiente, inquinamento e virus

Con questo post ritorno a parlare di clima e ambiente (Situazione economica 2015 e non solo), dopo la lunga parentesi che ha riguardato la crisi sanitaria ed economica non ancora terminata dell’epidemia o meglio della pandemia scatenata dal nuovo coronavirus (COVID-19 "Ultime considerazioni e cronologia di un coronavirus - The SarsCoV2").

Questo post è solo una prefazione ai successivi post che riguarderanno il problema ambientale, che il covid-19 ha portato alla ribalta come se ci fosse una interconnessione tra le due cose.   
Perché se è vero che da una parte il nuovo coronavirus ha provocato morte e dolore, scombussolato le nostre abitudine di vita sia singolarmente che socialmente, provocando gravissimi danni sanitari ed economici che in passato solo le guerre mondiali hanno provocato, dall'altra parte il covid-19 ha avuto come effetto positivo, imponendo il lockdown con il blocco quasi totale di ogni attività produttiva, lavorativa e sociale in molti nazioni mondiali soprattutto le più ricche e sviluppate che provocano più inquinamento, proprio una riduzione tangibile di quest’ultimo, cioè una riduzione dell’inquinamento e dell’anidride carbonica prodotta dall'attività dell’uomo.

Così in queste diverse settimane di confinamento sociale, che mezzo pianeta ha dovuto per forza di cose attuare, la natura ne ha beneficiato, riprendendosi alcuni suoi spazi, con cielo più chiaro e libero dallo smog e scarichi inquinanti causati gran parte dall'attività industriale, dal traffico degli aerei e dei milioni di mezzi stradali a combustione, con aria più respirabile, acque dei corsi d'acqua piccoli e grandi più limpide e cristalline, con fauna e flora ritornate "finalmente" a respirare! 

Questo cambiamento climatico “temporaneo” positivo per l’ambiente causato dalla pandemia del nuovo coronavirus,  si è verificato già a partire dalla Cina dove l’epidemia ha avuto inizio (Il Coronavirus ha ridotto le emissioni di CO2 della Cina di oltre un quarto e Coronavirus e crisi economica in Cina: inquinamento in calo) e poi nel resto del mondo colpito successivamente dal virus (La crisi Covid-19 ha provocato un calo del 17% delle emissioni globali di CO2 e La pandemia potrebbe tagliare del 7% le emissioni globali di CO2).

Questa lotta all'inquinamento non doveva imporcela il coronavirus, ma doveva attuarla già l’uomo in passato, ma ogni volta è stata rimandata per interessi puramente economici.

Però adesso sembra arrivato il momento di affrontare questo annoso problema non più rimandabile, come più volte ha esortato il Papa sia negli anni passati che durante questo travagliato periodo epidemico, mettendo in primis la saluta delle persone che è strettamente legata alla salute dell’ambiente in cui viviamo.

Questa pandemia del covid-19 deve essere considerata come un monitor ed un avvertimento all'umanità a salvaguardare l’habitat in cui vive, perché questo passo decisivo o lo si fa adesso o non lo si farà più, con il rischio che un prossimo evento disastroso, <chi sa quale, chi sa quando, chi sa come>, la natura potrà essere ancora più brutale e crudele, visto gli incessanti avvertimenti che continua ad inviarci per farci cambiare strada, che noi tutti sistematicamente ignoriamo riducendoli, perché ci fa comodo, al normale corso degli eventi. 
   
Siamo alla svolta, sarà a noi scegliere, se cambiare strada adesso o percorrere la stessa su cui già siamo, ignorando tutto quanto sia successo come se nulla fosse mai accaduto!


Cambiamo La Nostra Italia
Roberto Di Stefano