http://www.cambiamolanostraitalia.org/

domenica 17 febbraio 2019

BetClic e le condizioni di prelievo imposte dall’AAMS a favore delle lobby delle scommesse e dello Stato!

Piccolo post di quanto di strano mi è successo oggi sul sito di scommesse online BetClic.
Poiché era un bel po’ di tempo che non facevo scommesse sulle partite di calcio su BetClic, oggi avevo deciso di prelevare qualcosa, ma nel mio profilo era riportato l’indicazione che potevo prelevare solo 5,86 euro su 48,86 euro disponibile.                                                          
Di seguito lo screenshot del mio conto BetClic dove riporta un bonus zero ed un deposito di 48,86 euro di cui solo 5,86 euro riscuotibili.     


Premessa che sono miei soldi depositati senza aver accettato nessun bonus, perché sò della fregatura del bonus che non si può prelevare, ed è giusto così, perché lo si deve giocare decine o centinaia di volte per poi poter prelevare, praticamente quando poi si sono finiti sia i propri soldi depositati che il bonus stesso.
Per questo io non accetto mai nessun bonus, però non mi sarei mai aspettato che addirittura non potessi prelevare nemmeno i miei soldi!
Subito ho contattato l’assistenza di BetClic via chat, dove prontamente mi hanno risposto, spiegandomi che ogni deposito deve essere giocato almeno una volta per essere prelevato!
Già questa cosa a me è sembrata subito una caz….! Sono soldi propri che si possono depositare e prelevare quanto si vuole!
Sempre l’assistenza di BetClic mi ha scritto che per poter prelevare devo quindi effettuare 43 euro di giocata, cioè di tutti i miei soldi che non posso ritirare, non per colpa loro… quanto mai…. ma perché è una decisione dell’AAMS… e non ti pareva?                                                             
Di seguito lo screenshot della mia chat con l'assistenza di BetClic    


Non vado nemmeno a controllare perché mi romp… le scatole ed è solo perdita di tempo!
Ma vi sembra normale?
Cioè questi istituti statali invece di essere a difesa dell'utente e del consumatore si preoccupano ogni volta di salvaguardare il potere di queste lobby e le entrate dello Stato?
Ed in TV si vedono ancora le pubblicità delle lobby di scommesse?
Ma non era stato vietato?
Oh Stato dove sei?
Ormai tutte le norme sono a favore dei più forti!

Alla prossima!


Cambiamo La Nostra Italia
Roberto Di Stefano

domenica 10 febbraio 2019

Sanremo 2019 – Festival della canzone italiana o sfida politica? Quando il televoto degli utenti non serve a nulla!

Ieri 9 febbraio si è conclusa la 69 edizione del Festival di Sanremo, dove a sorpresa ha vinto il cantante italo-egiziano Mahmood con la canzone dal titolo “Soldi”, davanti ad Ultimo con la canzone “I tuoi particolari” ed ai ragazzi di Il Volo con la canzone “Musica che resta”.

Io ho seguito solo la prima puntata del festival per sentire tutte le canzoni, e non mi sarei mai immaginato o meglio non avrei mai scommesso un euro sulla possibilità che vincesse la canzone “Soldi” di Mahmood, visto che in passato ci sono state canzone rap anche molto più belle e con contenuti forti ma subito scartati dai possibili vincitori.
Come mai stavolta non è successo? Il contenuto ha vinto sul vero fine del festival della canzone italiana? E’ il festival della canzone italiana o una sfida politica?
Non è una critica alla canzone o al cantante, che sono il primo che difende, ma alle giurie degli esperti che hanno completamente ribaltato la classifica finale come riportano molti media se così è stato!
E’ indegno e vergognoso far vincere una canzone per il suo contenuto sfruttando l’immagine del cantante italianissimo Mahmood, al solo scopo di fare un dispetto a “qualcuno” ed alla sua politica nei confronti dei migranti!
Non è questo il modo di combatterla, critica riferita sempre alle giurie di qualità del Festival di Sanremo, che salvo qualche componente, non sono nemmeno esperti in materia!  
In questo modo si può creare l’effetto opposto, come si può leggere sui social ormai scatenati su questo festival di Sanremo 2019.

Ma andiamo alla classifica finale del Festival di Sanremo 2019
Cioè il televoto che ha un peso totale del 50% sul voto finale, dove hanno votato qualche migliaia di persone se non molto di più, ha assegnato queste percentuali di voto "Ultimo  46,5%, Il Volo 39,4% e Mahmood 14,1%", ma poi le due giurie di esperti con questi voti “Il Volo 11,6%, Ultimo  24,7%, e Mahmood con ben il 63,7%", hanno completamente ribaltato il risultato finale con " Mahmood 38,9%, Ultimo 35,6% e Il Volo 25,5%".

Come succede per il voto politico, dove capita spesso che il voto del popolo non conta nulla, si vede da come ormai l’Italia è attaccata ed isolata dalla comunità europea ed internazionale per il solo fatto che i cittadini italiani hanno votato a maggioranza M5S e Lega.
Analogia si può fare con il televoto di questo Festival di Sanremo 2019, dove migliaia di persone appassionati della canzone italiana, che poi sono gli utenti finali a cui è rivolto questo “prodotto commerciale”, nonostante hanno con il loro televoto pagato 51 centesimi di euro per ogni SMS, mentre al contrario i componenti delle due giurie del festival credo abbiano intascato dei soldi, hanno determinato una classifica ben definita, il risultato è stato poi completamente stravolto <che strana coincidenza> dalle giurie di “qualità” (o giure politiche?)!
Ma vi sembra una cosa normale?
E’ vero che la matematica non è un opinione……
Ma come dire “ tu popolo scegli” però io che detengo le redini o il giudizio finale “decido”!

Speriamo che in questo modo le giurie di Sanremo non abbiano fatto più un male che un bene al vincitore Mahmood con la sua canzone “Soldi”, perché non deve essere quello il campo per sfruttare questi contesti per far prevalere o contrastare un idea politica contro le politiche sull’immigrazione messo in campo dal governo italiano!

E poi… se proprio si vuole essere dei “paladini della giustizia”, bisogna difendere, e non solo a parole, tutte quelle persone indifese, deboli e povere, indipendentemente se sono immigrati o italiani, bianchi o neri, europei e non, cioè di qualsiasi razza, senza mai indugiare se si può fare o non si può fare, se ci sono i soldi o non ci sono i soldi, se c’è lo chiede l’Europa o non c’è lo chiede, se sarà accettato o non sarà accettato dagli “esperti” economisti delle istituzioni europee ed internazionali oppure dai mercati, vedremo davvero quali sono le “loro” vere intenzioni… se sono buone o non, o come sempre alla fine poi prevalgono gli interessi propri, cioè il proprio tornaconto!

Per finire, ora Mahmood con la sua canzone “Soldi” ci rappresenterà Eurovision Song Contest 2019, e ci sono buone probabilità che vinca…!!!
Io spero che vinca perché la canzone possa piacere e non per altri motivi…. (nella speranza che non si verifichi quanto è successo a questo Sanremo 2019)!

Sia ben inteso che questo post  non è contro Mahmood, a cui auguro un forte in bocca al lupo ed una grande carriera, perché si vede che è un ragazzo appassionato, che ha talento e crede in quello che fa, ma è una critica nei confronti di coloro che determinano chi è bravo o non è bravo a prescindere dal tema della competizione ma per altri motivi!

Alla prossima

Cambiamo La Nostra Italia
Roberto Di Stefano

lunedì 28 gennaio 2019

Fine del bazooka QE (Quantitative Easing) della BCE

Il primo post di questo nuovo anno non poteva non riguardare il QE Quantitative Easing della Banca Centrale Europea, che terminerà alla fine di questo mese di gennaio, con cui la BCE metterà fine soprattutto alle azioni di acquisto dei titoli di stato e di inondare le banche con denaro a basso costo, perché si è pensato che con quest’azione si sarebbe stimolata sia la crescita che un aumento dell’inflazione, ma così non è stato.
Il QE è stato lanciato effettivamente la prima volta nel marzo 2015 e sarebbe dovuto proseguire fino a settembre 2016 con una spesa di 60 miliardi di euro al mese.
Ma a dicembre 2015, la BCE ha deciso di prolungare il quantitative easing fino al marzo 2017 sempre con una spesa mensile di 60 miliardi di euro, ma da aprile 2016 è stato ulteriormente rafforzato questo bazooka della BCE da 60 a 80 miliardi di euro al mese sempre fino a marzo 2017, per poi proseguire al ritmo di 60 miliardi di euro/mese fino alla fine del 2017.
Ad ottobre del 2017 si è deciso di prolungare il quantitative easing anche per tutto il 2018 con termine ultimo fissato però con la fine di gennaio 2019, con una spesa di acquisti ridotta alla metà fino a settembre 2018, cioè 30 miliardi di euro/mese, e da ottobre 2018 alla conclusione definitiva del QE a 15 miliardi di euro al mese.  
Questi sono i dati economici riferiti al quantitative easing della banca centrale europea, adottato in questi anni e che non è servito, purtroppo, a stimolare non più di tanto la crescita, l’occupazione o un aumento dell’inflazione, tutto questo perché i consumi non sono ripartiti rispetto alle previsioni.
Uno dei pochi vantaggi dato dall’utilizzo del QE è di aver mantenuto basso il costo del denaro, che insieme al basso tasso praticato dalla BCE, hanno fatto calare di parecchio il costo di un mutuo sia a tasso variabile che a tasso fisso. Ma un vero boom nel chiedere un mutuo nemmeno c’è stato, perché ovviamente se non si ha lavoro, non si ha denaro o gli stipendi sono miseri e bloccati da anni, comunque la gente ci pensa mille volte prima di farsi un mutuo anche se è appetibile com’è ancora attualmente.
Probabilmente tutti questi miliardi elargiti in questi anni alle banche, che dovevano soltanto transitare per poi passare ad imprese e famiglie, non hanno quindi giovato più di tanto. Sarebbe stato meglio che questa pioggia di denaro fosse stata distribuita direttamente alle imprese per favorire una crescita ed uno sviluppo vero, con un aumento dell’occupazione, degli stipendi, con conseguente aumento dei consumi e della circolazione del denaro e quindi dell’inflazione. 
Fin quando famiglie e imprese non avranno le liquidità necessarie, da una parte per far ripartire i consumi e dall’altra per aumentare gli investimenti per la crescita e l’occupazione, queste misura, come il quantitative easing, serviranno poco a nulla ed arricchiranno solo determinate categorie che già stanno bene economicamente, mentre chi non se la passa bene continuerà a penare!

E poi… cosa succederà a l’Italia con la fine del QE? Sarà un male o un bene? O sarà una scusa per nuovi attacchi speculativi al Bel Paese?

Argomenti correlati:

Alla prossima

Cambiamo La Nostra Italia
Roberto Di Stefano