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mercoledì 18 marzo 2026

Referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo 2026 – Perché votare NO

Eccoci qui al sesto ed ultimo post sul referendum sulla giustizia, gli altri cinque precedenti sono:

Referendum del 22 e 23 marzo 2026 sull’ordinamento della giustizia – Tentata furberia del governo sul testo del quesito referendario

Referendum del 22 e 23 marzo 2026 sull’ordinamento della giustizia – Sondaggio SI o NO (paghiamo noi)

Referendum del 22 e 23 marzo 2026 – Perché un referendum sulla riforma della giustizia e non su altre materie?

Referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo 2026 – Santi e santini

Referendum del 22 e 23 marzo 2026 – Il referendum di Giorgia Meloni “stessa fine di Matteo Renzi?”

La campagna propagandistica utilizzata dal presidente del consiglio Giorgia Meloni per convincere gli italiani a votare per il SI al referendum di domenica e lunedì prossimo, è quello dello spauracchio che se vince il NO ladri, violentatori, stupratori, ecc… saranno sempre liberi per causa dei giudici, e gli italiani creduloni ci credono pure questo è il bello, come se le leggi sulla giustizia e sul codice amministrativo, civile e penale le facessero i giudici! A questo punto la domanda nasce spontanea… perché con questa riforma scomparirebbero i giudici? Allora sarebbe una cosa gravissima!

Ma andiamo avanti… Prendiamo il caso Almasri, di cui ho fatto un piccolo accenno nel post Le cazzeruole governative, ma l'importante essere primi nei sondaggi di un anno fa, penso che ricordate tutti tutta quella faccenda! Almasri che era stato arrestato in Italia e doveva essere consegnato alla Corte penale internazionale, è stato liberato dal governo Meloni ed accompagnato con un volo di stato a nostre spese nel suo paese in Libia. Eppure Almasri aveva un mandato di arresto internazionale, per violenze, stupri, ecc… addirittura sui bambini, ma è stato il governo meloniano e non i giudici, dopo che era stato arrestato dalle nostre forze di polizia italiane, a scarcerarlo e a lasciarlo libero, ed addirittura accompagnarlo a casa sua con tutti gli onori, da questo governo che si vanta di tanta giustizia… Oppure ci sono stupratori di serie A e stupratori di serie B? Fatevi queste domande italiani!

Giorgia Meloni sul caso Almasri ha fatto un video, com’è il suo solito senza contradditorio come una vera star… gridando falsamente agli italiani di aver avuto un avviso di garanzia sempre da parte della magistratura politicizzata. Grande cazzeruola visto che non era un avviso di garanzia ma bensì una comunicazione di iscrizione nel registro delle notizie di reato per il caso Almasri. Ma gli italiani, come al solito avevano ormai già bevuto "la cazzaruola" dell’avviso di garanzia! È successo qualche cosa al presidente del consiglio Giorgia Meloni, indagata, posto sotto giudizio, condannata, no è stata tutto archiviato come da normale prassi!

In questo governo di centrodestra quanti politici sono indagati, sotto giudizio e condannati? Non serve nemmeno fare nomi! Qualcuno di questi adesso sta pagando la pena? No! Addirittura ancora sono al governo come nulla fosse, come ministri, sottosegretari, ed in altre vesti, cosa che invece non succede per i normali cittadini che non hanno santini! Allora di cosa si lamentano?

Questa riforma non migliora l’efficienza della giustizia, ma viene raccontata come un duetto tra PM e Giudici che riguarda tutti i processi, invece no. Il PM interviene nei processi penali, mentre non interviene per tutti gli altri processi quali il processo civile, amministrativo, tributario, ecc… ecc… cioè la stragrande maggioranza dei processi in Italia, per cui questa riforma non cambia proprio un bel nulla!

L’obiettivo di questo governo, con la scusante di separare le carriere tra PM e Giudici, è quella invece proprio di controllare separatamente pubblico ministero e giudice, perché semplicemente <questi> non vogliono nemmeno essere indagati per poter fare tutto ciò che vogliono indisturbatamente, per questo chiedono ai cittadini di votare Si per sottomettere la magistratura ai “loro” ordini e se potessero eliminarla del tutto!

In chiusura di questo post voglio riportare di seguito una frase Ermanno Olmi che dice: 

C'è un articolo che non è stato scritto alle origini della nostra Costituzione: non per dimenticanza, ma perché era già radicato in ciascuno dei padri costituenti. Costoro avevano l'onestà come primo comandamento. E con quel puntiglio hanno scritto tutti gli altri articoli. Oggi è sceso il buio della indifferenza e della rinuncia alla propria dignità. Solo pochi sentono il dovere di tenere acceso il lumicino di una coscienza civile. 

Ecco perché votare NO, la Costituzione NON si tocca in questo modo!


Cambiamo La Nostra Italia
Roberto Di Stefano

sabato 14 marzo 2026

Referendum del 22 e 23 marzo 2026 – Il referendum di Giorgia Meloni “stessa fine di Matteo Renzi?”

Eccoci al quinto post sul referendum sulla giustizia, che sarà incentrato su Giorgia, dopo i primi quattro post di seguito elencati:

Referendum del 22 e 23 marzo 2026 sull’ordinamento della giustizia – Tentata furberia del governo sul testo del quesito referendario

Referendum del 22 e 23 marzo 2026 sull’ordinamento della giustizia – Sondaggio SI o NO (paghiamo noi)

Referendum del 22 e 23 marzo 2026 – Perché un referendum sulla riforma della giustizia e non su altre materie?

Referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo 2026 – Santi e santini

Giorgia Meloni dice che questo non è un referendum su di lei o sul governo ma sarà proprio così? Conoscendo la coerenza di Giorgia la sua ipocrisia ed il suo doppio gioco, succederà questo. Se il referendum va bene è vince il SI, Meloni si prenderà tutti i meriti, e dirà che è un voto su di lei e sul suo governo e che gli italiani sono con lei, così potrà pensare alla prossima mossa… Cioè dopo aver sottomesso la magistratura, mirerà a ridurre il potere del Presidente della Repubblica con il referendum sul premierato (Assalto alla Costituzione Italiana - MELONI come RENZI?subito dopo aver fatto la legge, così spera di poter avere pieni poteri e comandare solo lei e decidere ogni cosa anche chi sono i buoni ed i cattivi!

Se il referendum va male e vince il NO come di sicuro andrà, la colpa sarà degli altri e non di Giorgia che scarica sempre i fallimenti sugli altri, e continuerà come nulla fosse accaduto, liquidando poi il referendum come una semplice consultazione e niente più!

La domanda nasce spontanea…. Giorgia Meloni farà la stessa fine di Matteo Renzi quando sfidò gli italiani al referendum sulla riforma su diversi articoli della Costituzione tenutosi guarda caso proprio di 10 anni fa? Referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 – “Analisi di un voto”

Renzi promise che se avrebbe perso il referendum avrebbe abbandonato la politica... non l'ha fatto ma almeno si è dimesso per la sconfitta! E Meloni??? Meloni non credo... troppo orgogliosa per ammettere una sconfitta… perché come dici sempre lei... lo vogliono gli italiani… proprio come qualcuno gridava 80 anni fa!

Non rimane altro che dire NO la Costituzione NON si tocca!

Al prossimo post finale sulla riforma della giustizia!       

Cambiamo La Nostra Italia
Roberto Di Stefano

lunedì 9 marzo 2026

Referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo 2026 – Santi e santini

Mentre il mondo rischia il peggio con i politici pagliacci mondiali che non fanno ridere ma fanno piangere (Il mondo in caos: da circo politico a dramma mondiale con questi governanti ed i loro governicchi), passiamo al quarto post della serie “riforma della giustizia, dopo i primi tre precedenti:

Referendum del 22 e 23marzo 2026 sull’ordinamento della giustizia – Tentata furberia del governo sultesto del quesito referendario

Referendum del 22 e 23marzo 2026 sull’ordinamento della giustizia – Sondaggio SI o NO (paghiamo noi)

Referendum del 22 e 23marzo 2026 – Perché un referendum sulla riforma della giustizia e non su altrematerie?

Attenzione che nel referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo 2026, i governanti politici ed i loro alleati, vogliono far passare la riforma della giustizia come una riforma di efficienza della giustizia per i cittadini, una vera è propria menzogna, perché con questa riforma vai a modificare il funzionamento dell’organo giurisdizionale, la carriera e la scelta dei giudici e PM, e non riguarda affatto una riforma al codice civile, penale ed amministrativo, che sono quelli che fanno acqua un po' dappertutto!

In questa riforma della giustizia che si vuole far passare al referendum del prossimo 22 e 23 marzo, prevede la separazione delle carriere dei magistrati, l’istituzione dell’Alta Corte Disciplinare in contrapposizione al CSM, e l’estrazione dei componenti di queste organi che verranno estratti a sorte tra i magistrati (togati) e quelli laici (professori in materie giuridiche) quest’ultimi da un elenco compilato dal Parlamento “di turno”, e secondo voi tali estrazioni saranno o non manipolate? Il sottoscritto non si fida nemmeno dell’estrazione del Superenalotto che è manipolata come scrissi e dimostrai oltre 10 anni fa nel post L’Italia che Gioca – Superenalotto. Se passa questa riforma “apparentemente imparziale” chi avrà “santini nel governo” avrà maggiore tutela, e chi non li avrà (la stragrande maggioranza degli italiani) dovrà sperare nei Santi in Paradiso! 

Perché come ho scritto, questa non è la riforma del codice civile e penale o di decreti e di leggi sulla giustizia, molte volte fatte con i piedi dai nostri governanti, perché ci meravigliamo degli scandali di ladri, delinquenti, violentatori, ecc… che vengono liberati o scagionati ed ancor peggio considerate vittime per essere addirittura rimborsati. A volte tale colpa può essere dei giudici a causa del loro potere interpretativo, ma il più delle volte è colpa delle norme sbagliata sulla giustizia che dà al giudice la facoltà d’interpretazione a causa della generalità delle leggi, quindi ritorniamo al fatto che se la legge è sbagliata di sua e c’è troppa discrezione sull’applicazione, ognuno fa come vuole, mentre dovrebbe essere ben chiara e precisa ed essere applica come l’arbitro applica le regole per il gioco del calcio… eppure sbagliano!    

Quindi a questo referendum sulla riforma della giustizia bisogna solo scegliere NO grazie non mi interessa, e non farsi raggirare dall’oratore politico, giornalistico o il chi che sia di turno, che si comportano come quegli operatori telefoni scorretti che aspettano solo un nostro SI per darci una fregatura ed ancor peggio una truffa…. quindi in questo referendum sulla riforma della giustizia basta dire e fare NO grazie, per il momento lasciamo tutto come adesso magari ne riparliamo in futuro!   

Al prossimo posto sulla riforma della giustizia!       

Cambiamo La Nostra Italia
Roberto Di Stefano

mercoledì 4 marzo 2026

Referendum del 22 e 23 marzo 2026 – Perché un referendum sulla riforma della giustizia e non su altre materie?

Siamo al terzo post sul referendum del 22 e 23 marzo 2026 sulla riforma della giustizia dopo i primi due, dove nel primo ho scritto della furberia utilizzata dal governo Meloni sul testo del quesito referendario per ingannare gli italiani (Referendum del 22 e 23 marzo 2026 sull’ordinamento della giustizia – Tentata furberia del governo sul testo del quesito referendario) e sul secondo dell’andamento dei sondaggi pagati anche da noi per quello che valgono (Referendum del 22 e 23 marzo 2026 sull’ordinamento della giustizia – Sondaggio SI o NO (paghiamo noi)).

In questo post invece scrivo dell’opportunità di chiedere il parere degli italiani su un referendum che riguarda questioni complesse del funzionamento dell’ordinamento giurisdizionale, che viene spacciato semplicemente come una riforma della carriera dei magistrati mentre è tutt’altro che solo questo!

Le domande nascono spontanee… Perché il governo Meloni ci chiede un nostro voto con un referendum proposto dallo stesso governo è già approvato da esso? Come se tutti gli italiani fossimo competenti in materia o solo per prenderci per i fondelli? O probabilmente coloro che l'hanno proposto sono più ignoranti di quanto pensassimo o sono dei “Ponzi Pilati” che si vogliono lavare le mani?

Si chiama a votare il popolo sugli aspetti tecnici di una riforma, che dovrebbero essere discussa e fatta in Parlamento con tutte le forze politiche, poiché coinvolge ben sette articoli della Costituzione Italiana e che riguarda il terzo potere dello stato “il potere giudiziario”. Potere che dovrebbe rimanere indipendente come lo è adesso, mentre un eventuale vittoria del sì lo renderebbe sottomesso al potere esecutivo, riducendo di fatto i poteri dello stato italiano solamente a due, il potere esecutivo e quello legislativo che si ottengono con le elezioni politiche, quindi concentrando il potere in un solo soggetto “quello politico governativo” che non è una cosa buona!

Non è un referendum sull’aborto, sul divorzio, sul nucleare, ecc… ecc… su cui gli italiani possono dire la “loro”, altrimenti non si capisce perché questo governo non propone un referendum sul riarmo e se finanziare le guerre, se aumentare le spese della NATO al 5% del Pil, se entrare o no nel Board of Peace di Trump (l’agenzia d’affarista privata del presidente americano), ecc… ecc…, o in questo caso le decisioni le prende solo il governo Meloni? Troppo bello e facile così!

Per finire un’ultima domanda spontanea… Quanti di VOI sanno effettivamente il quesito del referendum sulla riforma della giustizia? E se sì, sapete effettivamente di cosa si tratta? Italiani fatevi una domanda e datevi una risposta! Se siete esperti in materia allora mi scuso anticipatamente, invece se siete indecisi e non sapete esattamente di cosa si tratta meglio lasciare le cose come stanno!


Al prossimo posto sulla riforma della giustizia!       

Cambiamo La Nostra Italia
Roberto Di Stefano

mercoledì 25 febbraio 2026

Referendum del 22 e 23 marzo 2026 sull’ordinamento della giustizia – Sondaggio SI o NO (paghiamo noi)

Ecco qua il secondo post su referendum della giustizia del 22 e 23 marzo prossimo, dopo aver parlato nel primo post sul “volontario” pasticcio del primo testo presentato sul quesito referendario tentato dal governo Meloni per ingannare gli italiani (Referendum del 22 e 23 marzo 2026 sull’ordinamento della giustizia – Tentata furberia del governo sul testo del quesito referendario), in questo secondo post parliamo dei sondaggi sulla scelta eventuale degli italiani tra il Si o NO alla riforma della giustizia, con ogni sondaggio che tira l’acqua al mulino di chi lo commissiona!

Come ho scritto molte volte sui sondaggi sul mio blog cambiamolanostraitalia.org, li considero non attendibili o poco o null’affatto veritieri, anche se a volte vanno molto vicino al risultato finale, ma solo perché lo scopo dei sondaggi è proprio quello di perseguire quel risultato finale condizionando ed influenzando la scelta di voto degli elettori italiani che sono facilmente suggestionabili e condizionabili perché vogliono sempre salire sul carro dei vincitori.

Per quanto riguarda il referendum del 22 e 23 marzo 2026 sull’ordinamento della giustizia, sembra, dico “sembra” perché come ho scritto sopra io poco ci credo o non ci credo affatto, che mentre fino a qualche settimana fa il SI aveva un vantaggio di 10 punti sul NO, adesso “sembra” che sono quasi alla pari anzi “sembra” che il NO ha superato il SI!

2^ post sulla riforma della giustizia - sondaggi si o no

La prima “chicca” è…, mentre fino a qualche settimana fa il centrodestra si vantava nei sondaggi che il SI fosse enormemente avanti… adesso vedendo che i sondaggi danni il NO avanti al SI, il centrodestra si lamenta dicendo che i sondaggi che danno il NO davanti al SI sono falsi! Questo è il “modus operandi” del governo Meloni dal primo giorno d’insediamento, prendere i meriti e scaricare i demeriti (ho fatto molti post a proposito sul mio blog cambiamolanostraitalia.org), propagandare sempre la loro verità mentre altri dicono le bugie, ecc… ecc…, ma per fortuna per gli italiani “attenti” e per sfortuna dei politici e militanti del centrodestra, ci sono tanti videi, molti pubblicati dagli stessi membri del centrodestra che si sbugiardano da soli, dicono una cosa, poi dicono la cosa opposta, poi dicono di non averla mai detta, in primis proprio il presidente del consiglio Meloni ed i suoi vice primi ministri Salvini e Tajani.

Concludo questo post con la seconda “chicca” è che... il governo Meloni ha commissionato un sondaggio sul referendum della giustizia (Sondaggi pagati con i nostri soldi!) del costo di 120 mila euro e con quali soldi cari italiani? E secondo voi quale risultato?

Al prossimo posto sulla riforma della giustizia!       

Cambiamo La Nostra Italia
Roberto Di Stefano

sabato 21 febbraio 2026

Referendum del 22 e 23 marzo 2026 sull’ordinamento della giustizia – Tentata furberia del governo sul testo del quesito referendario

Ad un mese dal “fatidico” referendum sull’ordinamento della giustizia, già la partenza è stata una vera e propria pasticciata…, per me “volontariamente ben congeniata” che ha riguardato il testo ingannevole del quesito referendario presentato dal governo e successivamente modificato su richiesta della Cassazione, che in un certo senso ha bocciato il testo fuorviante per non dire mendace del quesito del referendum sulla giustizia proposto e presentato dal governo Meloni, per essere poi modificato, come richiesto appunto dalla Cassazione, in un quesito più completo e trasparente, su cosa tratta esattamente e cosa va a modificare nella Costituzione l’eventualità della vittoria del SI al referendum del 22 e 23 marzo 2026 riguardante l’ordinamento della giustizia.

Ecco il testo originale bocciato dalla Cassazione del quesito referendario “semplicistico ma efficace…” presentato furbescamente dal governo che avrebbe potuto ingannare gli elettori italiani:

Approvate il testo della legge costituzionale concernente norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?

Praticamente e volontariamente ben congeniato dal governo per imbrogliare gli elettori italiani, sono bravi solo a fare questo ed altre manovre elusive nella speranza che nessuno se ne accorga, perché con questo quesito sembrava un “referenduccio” sulla giustizia mentre è un referendum su questioni molto serie e tecniche riguardanti l’ordinamento ed il funzionamento dell’intero apparato giurisdizionale, infatti il nuovo quesito referendario molto più completo e trasparente, è il seguente:

Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?   

Praticamente questo referendum sulla giustizia non riguarda una piccola modifica all’ordinamento giudiziario, mentre il governo voleva farla sembrare come una semplice consultazione per vincere facile… chiedendo agli italiani di firmare una cambiale in bianco… ed al resto avrebbero pensato “loro…”, basta vedere il quesito del referendum da loro presentato è bocciato dalla Cassazione dove non è chiaro e non si citano gli articoli della Costituzione che sono coinvolti, infatti il primo testo del quesito referendario bocciato dalla Cassazione recitava “Approvate il testo della legge costituzionale…“ che non cita nessun articolo e non richiama subito alla Costituzione (“c” piccola), rispetto al testo del quesito modificato come richiesto dalla Cassazione che invece recita “Approvate il testo della legge di revisione degli artt……. della Costituzione…” dove oltre ad essere riportati gli articoli della Costituzione coinvolti è ben riportata la parola Costituzione (“C” grande) che da un impatto più serio e chiaro al quesito del referendum del 22 e 23 marzo 2026 sull’ordinamento della giustizia, che se approvato dal SI degli italiani sarebbe un vero e proprio stravolgimento del terzo potere dello Stato poiché va a toccare ben sette articoli della Costituzione Italiana!    

Basterebbe solo questo… “l’ennesima furbizia tentata dal governo Meloni per raggirare per l’ennesima volta di TUTTI gli italiani” …per dire NO a questa riforma!

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Ma non finisce qui.. è solo l’inizio… al prossimo post!   

Cambiamo La Nostra Italia
Roberto Di Stefano

lunedì 5 gennaio 2026

Questa sì che rimarrà nella storia - La befana 2026 del governo meloniano

È arrivata per gli italiani la befana 2026 del governo meloniano, che porta tasse ai buoni e condoni ai cattivi, ed altri bei regalini ai cittadini italiani e regaloni agli amiconi!

Infatti da questo gennaio, grazie alla befanona Meloni ed al peggior governo parassita e falso di sempre della storia, sono arrivati per gli italiani creduloni i <carboni> alcuni di seguito elencati.

Aumento delle accise sui carburanti con il prezzo del gasolio che per la prima volta nella storia supera il prezzo della benzina grazie alla Giorgia che nel video alla pompa della benzina faceva la patriota (Quando Meloni chiedeva l’abolizione delle accise sui carburanti) al governo fa l’idiota negando sempre quello che ha detto negli anni passati, ma che purtroppo per lei, i suoi stessi videi la smentiscono, che lei stessa ha postato sul web rimarranno “si” questi davvero nella storia!

Ed ancora, con lo SPID delle Poste Italiane che sarà a pagamento da quest’anno, alcuni lo sono già dall’estate 2025 (Spid, a luglio il servizio diventa a pagamento: chi interesserà e quanto costerà), perché “sto governo” dopo aver eliminato il cashback dell’APP IO fatta dal governo Conte per invogliare i cittadini italiani ad utilizzare la moneta elettronica, ha anche azzerato il contributo di qualche milione di euro agli enti come Poste Italiane ed altri per il rilascio dello SPID, unica misura buona fatta dal governo di Matteo Renzi, tutto questo a dirottare le risorse economiche per aumentare le sovvenzioni ai giornaloni governativi propagandoni che nessuno legge più, che da 2-3 milioni di euro all’anno avranno molto di più anche 5-6 milioni di euro all’anno per continuare la campagna falsaria del miglior governo di sempre!

Inoltre è stato confermato il “pizzo” di 2 euro ai cittadini sulle spedizioni ed acquisti online voluto da “sto governo” (Governo Meloni, farà pagare i condomini onesti ed un "pizzo di stato" di 2 euro...) non sugli ordini superiori a 150 euro ma inferiori a 150 euro, quindi anche per un acquisto online di 10 euro bisogna controllare la provenienza altrimenti c’è il “pizzo” di 2 euro voluto da chi? Da chi sbraitava al pizzo di stato (Meloni a Catania: "Commercianti evasori? Vittime del 'pizzo di stato' per fare caccia al gettito") anche questo rimarrà nella storia!

Auguri italiani al vostro orgoglio nel continuare a sostenere e difendere con fierezza la vostra patriota! 

Alla prossima

Cambiamo La Nostra Italia
Roberto Di Stefano