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sabato 21 febbraio 2026

Referendum del 22 e 23 marzo 2026 sull’ordinamento della giustizia – Tentata furberia del governo sul testo del quesito referendario

Ad un mese dal “fatidico” referendum sull’ordinamento della giustizia, già la partenza è stata una vera e propria pasticciata…, per me “volontariamente ben congeniata” che ha riguardato il testo ingannevole del quesito referendario presentato dal governo e successivamente modificato su richiesta della Cassazione, che in un certo senso ha bocciato il testo fuorviante per non dire mendace del quesito del referendum sulla giustizia proposto e presentato dal governo Meloni, per essere poi modificato, come richiesto appunto dalla Cassazione, in un quesito più completo e trasparente, su cosa tratta esattamente e cosa va a modificare nella Costituzione l’eventualità della vittoria del SI al referendum del 22 e 23 marzo 2026 riguardante l’ordinamento della giustizia.

Ecco il testo originale bocciato dalla Cassazione del quesito referendario “semplicistico ma efficace…” presentato furbescamente dal governo che avrebbe potuto ingannare gli elettori italiani:

Approvate il testo della legge costituzionale concernente norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?

Praticamente e volontariamente ben congeniato dal governo per imbrogliare gli elettori italiani, sono bravi solo a fare questo ed altre manovre elusive nella speranza che nessuno se ne accorga, perché con questo quesito sembrava un “referenduccio” sulla giustizia mentre è un referendum su questioni molto serie e tecniche riguardanti l’ordinamento ed il funzionamento dell’intero apparato giurisdizionale, infatti il nuovo quesito referendario molto più completo e trasparente, è il seguente:

Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?   

Praticamente questo referendum sulla giustizia non riguarda una piccola modifica all’ordinamento giudiziario, mentre il governo voleva farla sembrare come una semplice consultazione per vincere facile… chiedendo agli italiani di firmare una cambiale in bianco… ed al resto avrebbero pensato “loro…”, basta vedere il quesito del referendum da loro presentato è bocciato dalla Cassazione dove non è chiaro e non si citano gli articoli della Costituzione che sono coinvolti, infatti il primo testo del quesito referendario bocciato dalla Cassazione recitava “Approvate il testo della legge costituzionale…“ che non cita nessun articolo e non richiama subito alla Costituzione (“c” piccola), rispetto al testo del quesito modificato come richiesto dalla Cassazione che invece recita “Approvate il testo della legge di revisione degli artt……. della Costituzione…” dove oltre ad essere riportati gli articoli della Costituzione coinvolti è ben riportata la parola Costituzione (“C” grande) che da un impatto più serio e chiaro al quesito del referendum del 22 e 23 marzo 2026 sull’ordinamento della giustizia, che se approvato dal SI degli italiani sarebbe un vero e proprio stravolgimento del terzo potere dello Stato poiché va a toccare ben sette articoli della Costituzione Italiana!    

Basterebbe solo questo… “l’ennesima furbizia tentata dal governo Meloni per raggirare per l’ennesima volta di TUTTI gli italiani” …per dire NO a questa riforma!

riforma_giustizia_questito_che_bel_pasticcio

Ma non finisce qui.. è solo l’inizio… al prossimo post!   

Cambiamo La Nostra Italia
Roberto Di Stefano

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