Siamo al terzo post
sul referendum del 22 e 23 marzo 2026 sulla riforma della giustizia dopo i
primi due, dove nel primo ho scritto della furberia utilizzata dal governo Meloni
sul testo del quesito referendario per ingannare gli italiani (Referendum del 22 e 23 marzo 2026 sull’ordinamento della giustizia – Tentata furberia del governo sul testo del quesito referendario) e sul
secondo dell’andamento dei sondaggi pagati anche da noi per quello che valgono
(Referendum del 22 e 23 marzo 2026 sull’ordinamento della giustizia – Sondaggio SI o NO (paghiamo noi)).
In questo post invece
scrivo dell’opportunità di chiedere il parere degli italiani su un referendum che
riguarda questioni complesse del funzionamento dell’ordinamento giurisdizionale,
che viene spacciato semplicemente come una riforma della carriera dei
magistrati mentre è tutt’altro che solo questo!
Le domande nascono
spontanee… Perché il governo Meloni ci chiede un nostro voto con un referendum
proposto dallo stesso governo è già approvato da esso? Come se tutti gli
italiani fossimo competenti in materia o solo per prenderci per i fondelli? O probabilmente
coloro che l'hanno proposto sono più ignoranti di quanto pensassimo o sono dei “Ponzi
Pilati” che si vogliono lavare le mani?
Si chiama a votare il
popolo sugli aspetti tecnici di una riforma, che dovrebbero essere discussa e
fatta in Parlamento con tutte le forze politiche, poiché coinvolge ben sette
articoli della Costituzione Italiana e che riguarda il terzo potere dello stato
“il potere giudiziario”. Potere che dovrebbe rimanere indipendente come lo è
adesso, mentre un eventuale vittoria del sì lo renderebbe sottomesso al potere
esecutivo, riducendo di fatto i poteri dello stato italiano solamente a due, il
potere esecutivo e quello legislativo che si ottengono con le elezioni
politiche, quindi concentrando il potere in un solo soggetto “quello politico
governativo” che non è una cosa buona!
Non è un referendum
sull’aborto, sul divorzio, sul nucleare, ecc… ecc… su cui gli italiani possono
dire la “loro”, altrimenti non si capisce perché questo governo non propone un
referendum sul riarmo e se finanziare le guerre, se aumentare le spese della
NATO al 5% del Pil, se entrare o no nel Board of Peace di Trump (l’agenzia
d’affarista privata del presidente americano), ecc… ecc…, o in questo caso le
decisioni le prende solo il governo Meloni? Troppo bello e facile così!
Per finire un’ultima
domanda spontanea… Quanti di VOI sanno effettivamente il quesito del referendum
sulla riforma della giustizia? E se sì, sapete effettivamente di cosa si
tratta? Italiani fatevi una domanda e datevi una risposta! Se siete esperti in
materia allora mi scuso anticipatamente, invece se siete indecisi e non sapete
esattamente di cosa si tratta meglio lasciare le cose come stanno!
Cambiamo La Nostra Italia
Roberto Di Stefano

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