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lunedì 12 marzo 2018

Il tsunami M5S si è abbattuto sulle Elezioni Politiche italiane del 4 marzo 2018 – Quando i numeri non dicono tutto…..

Come volevasi dimostrare…..il tsunami M5S (Elezioni Politiche del 4 marzo 2018 – Populismo ed altri “aspetti” italiani e non) è arrivato come previsto e che il nemico non si aspettava con queste proporzioni…, e sarebbe stato ancora più “devastante” se non fosse stato per la Lega di Salvini che ha parato un po’ i colpi, salvando il centrodestra, mentre il PD ed il centrosinistra si sono affossati da soli!
Ed ancora una volta è stato “fatidico” per Matteo Renzi e il suo PD, il giorno 4, così come fu con la bocciatura al referendum sulla riforma della costituzione del 4 dicembre 2016 (Referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 – “Analisi di un voto”), così è stato adesso con una “sonora batosta” alle elezioni politiche dello scorso 4 marzo!

Ma analizziamo i numeri di queste elezioni politiche italiane, è perché il Movimento 5 Stelle è davvero l’unico vincitore rispetto al 32% di preferenze ricevute….
Come invece sappiamo, è la coalizione di centrodestra che comprendeva quattro o più partiti, che ha vinto queste elezioni, con un consenso di oltre il 37% (la percentuale varia di poco tra Camera e Senato), mentre il M5S da solo ha ottenuto oltre il 32% di preferenze.
Mentre il PD di Renzi è crollato tra il 18 e 19% dei consensi, ormai quasi raggiunto dalla Lega di Salvini con poco più del 17%, altro grande vincitore di queste elezioni nazionali, che ha superato Forza Italia di Silvio Berlusconi ormai in declino visto che è sceso al 14% dei consensi.   
   
Tutti dicono che l’Italia è politicamente spaccata in due, il nord ed una parte del centro alla destra (più che altro alla Lega di Salvini), ed il sud, isole e parte del centro Italia al Movimento 5 Stelle, mentre rimane ben poco ai partiti di sinistra ed al PD di Renzi.
Guardando i numeri da questi link:

Si può riassumere il tutto nell'immagine sottostante, presa dalle tante immagini che girano ormai in questi giorni, per fotografare l’Italia dopo il voto del 4 marzo, con la vittoria “schiacciante” del M5S ma non sufficiente a poter governare.
 Perché i numeri non dicono tutto…?
Semplicemente perché se si confrontano gli elettori del sud e delle isole, gli elettori del centro e gli elettori del nord Italia, numericamente parlando la differenza è sostanziale.
Gli aventi diritto al voto sono stati poco più di 46 milioni di italiani per la Camera dei Deputati e poco più di 42 milioni per il Senato della Repubblica. L’affluenza è stata del 73%, quindi si sono recati al voto per l’elezione dei deputati circa 33 milioni di elettori e per l’elezione dei senatori circa 30 milioni elettori.
A questo punto se si tiene conto della densità della popolazione, le Regioni del centro e del nord sono più popolose rispetto a quelle del sud. Quindi poiché il M5S si è affermato soprattutto al sud e nelle isole con percentuali altissime di oltre il 40%, questa non ha permesso di ottenere la maggioranza dei seggi, che sono ripartiti diversamente e ovviamente tra le varie Regioni d’Italia. Perché, per esempio, non è paragonabile il 40% di preferenze che un partito o coalizione prende in una regione del sud, esempio Calabria o Basilicata, con il 40% che si prende nella Regione Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna.
Infatti la sola Regione Lombardia con i suoi quasi 7 milioni di elettori riferiti all’elezione dei senatori, (i votanti che sono andate alle urne poco più di 5 milioni), quindi per la Camera il numero degli elettori è anche maggiore, pesa maggiormente sul risultato finale, rispetto a Regioni meno popolose del sud Italia. Solo mettendo insieme le due Regioni più popolose del sud Italia, Campania e Puglia è possibile pareggiare gli elettori della sola Regione Lombardia. Ecco perché, alla fine il centrodestra ha prevalso soltanto come coalizione per i voti riportati al nord Italia, dove comunque il Movimento 5 Stelle è andato bene, prendendo il 21,35% in Lombardia, superando addirittura Forza Italia di Berlusconi al 14,06% ed il PD di Renzi al 21,24% e secondo solo alla Lega di Matteo Salvini che ha ottenuto il 28,03%, risultati riferiti al senato (SENATO - Circoscrizione LOMBARDIA).
Per questo il M5S è andato forte ovunque, non solo al sud e isole, ormai etichettate come bacino di elettori “parassiti”, poiché a detti di molti, anche in maniera “un po’ offensiva e dispregiativa” mirano al reddito di cittadinanza. Ma il movimento pentastellato, come appunto è riportato nella cartina esemplificativa e riepilogativa sopra, in tutte le Regioni del centro e del nord ha ottenuto comunque risultati ottimali sempre intorno al 30%, tranne che in Lombardia come già scritto in precedenza circa il 21,35%, Trentino Alto Adige 19,28% e nelle circoscrizioni all’estero dove il risultato è stato più basso al 17,50% e dove ha vinto e si è rifatto un po’ il PD di Renzi (CAMERA - Circoscrizione Estero e SENATO - Circoscrizione Estero)

Quindi semplificare la vittoria del M5S solo al sud dell'Italia e isole, è “falsamente” riduttivo e non veritiero, quindi non legato solo al reddito di cittadinanza, come molti vogliono farci credere, ma anche a un vero e atteso cambiamento nelle istituzioni, visto che il movimento si è affermato ovunque da sud a nord dell'Italia!

Adesso vediamo i numeri del voto riferito al solo Movimento 5 Stelle 
"M5S è l’UNICO VINCITORE” delle Elezioni Politiche italiane del 4 marzo 2018"                  
  
A seguire, poi il post di analisi del voto del 4 marzo 2018 nel contesto complessivo, i fattori di influenza e le possibili evoluzioni future.

 
Cambiamo La Nostra Italia
Roberto Di Stefano  

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