Ad
un mese dal “fatidico” referendum sull’ordinamento della giustizia, già la
partenza è stata una vera e propria pasticciata…, per me “volontariamente ben
congeniata” che ha riguardato il testo ingannevole del quesito referendario presentato
dal governo e successivamente modificato su richiesta della Cassazione, che in
un certo senso ha bocciato il testo fuorviante per non dire mendace del quesito
del referendum sulla giustizia proposto e presentato dal governo Meloni, per
essere poi modificato, come richiesto appunto dalla Cassazione, in un quesito
più completo e trasparente, su cosa tratta esattamente e cosa va a modificare
nella Costituzione l’eventualità della vittoria del SI al referendum del 22 e 23
marzo 2026 riguardante l’ordinamento della giustizia.
Ecco
il testo originale bocciato dalla Cassazione del quesito referendario
“semplicistico ma efficace…” presentato furbescamente dal governo che avrebbe
potuto ingannare gli elettori italiani:
Approvate
il testo della legge costituzionale concernente norme in materia di ordinamento
giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare approvato dal
Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?
Praticamente
e volontariamente ben congeniato dal governo per imbrogliare gli elettori
italiani, sono bravi solo a fare questo ed altre manovre elusive nella speranza
che nessuno se ne accorga, perché con questo quesito sembrava un “referenduccio”
sulla giustizia mentre è un referendum su questioni molto serie e tecniche
riguardanti l’ordinamento ed il funzionamento dell’intero apparato
giurisdizionale, infatti il nuovo
quesito referendario molto più completo e trasparente, è il seguente:
Approvate
il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo
comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma e 110 della Costituzione
approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre
2025 con il titolo “norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di
istituzione della Corte disciplinare?
Praticamente
questo referendum sulla giustizia non riguarda una piccola modifica
all’ordinamento giudiziario, mentre il governo voleva farla sembrare come una
semplice consultazione per vincere facile… chiedendo agli italiani di firmare
una cambiale in bianco… ed al resto avrebbero pensato “loro…”, basta vedere il
quesito del referendum da loro presentato è bocciato dalla Cassazione dove non
è chiaro e non si citano gli articoli della Costituzione che sono coinvolti, infatti
il primo testo del quesito referendario bocciato dalla Cassazione recitava “Approvate
il testo della legge costituzionale…“ che non cita nessun
articolo e non richiama subito alla Costituzione (“c” piccola), rispetto al
testo del quesito modificato come richiesto dalla Cassazione che invece recita “Approvate
il testo della legge di revisione degli artt……. della Costituzione…” dove
oltre ad essere riportati gli articoli della Costituzione coinvolti è ben
riportata la parola Costituzione (“C” grande) che da un impatto più serio e
chiaro al quesito del referendum del 22 e 23 marzo 2026 sull’ordinamento della
giustizia, che se approvato dal SI degli italiani sarebbe un vero e proprio
stravolgimento del terzo potere dello Stato poiché va a toccare ben sette
articoli della Costituzione Italiana!
Basterebbe
solo questo… “l’ennesima furbizia tentata dal governo Meloni per raggirare per
l’ennesima volta di TUTTI gli italiani” …per dire NO a questa riforma!
Ma
non finisce qui.. è solo l’inizio… al prossimo post!
Cambiamo La Nostra Italia
Roberto Di Stefano

