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mercoledì 25 febbraio 2026

Referendum del 22 e 23 marzo 2026 sull’ordinamento della giustizia – Sondaggio SI o NO (paghiamo noi)

Ecco qua il secondo post su referendum della giustizia del 22 e 23 marzo prossimo, dopo aver parlato nel primo post sul “volontario” pasticcio del primo testo presentato sul quesito referendario tentato dal governo Meloni per ingannare gli italiani (Referendum del 22 e 23 marzo 2026 sull’ordinamento della giustizia – Tentata furberia del governo sul testo del quesito referendario), in questo secondo post parliamo dei sondaggi sulla scelta eventuale degli italiani tra il Si o NO alla riforma della giustizia, con ogni sondaggio che tira l’acqua al mulino di chi lo commissiona!

Come ho scritto molte volte sui sondaggi sul mio blog cambiamolanostraitalia.org, li considero non attendibili o poco o null’affatto veritieri, anche se a volte vanno molto vicino al risultato finale, ma solo perché lo scopo dei sondaggi è proprio quello di perseguire quel risultato finale condizionando ed influenzando la scelta di voto degli elettori italiani che sono facilmente suggestionabili e condizionabili perché vogliono sempre salire sul carro dei vincitori.

Per quanto riguarda il referendum del 22 e 23 marzo 2026 sull’ordinamento della giustizia, sembra, dico “sembra” perché come ho scritto sopra io poco ci credo o non ci credo affatto, che mentre fino a qualche settimana fa il SI aveva un vantaggio di 10 punti sul NO, adesso “sembra” che sono quasi alla pari anzi “sembra” che il NO ha superato il SI!

2^ post sulla riforma della giustizia - sondaggi si o no

La prima “chicca” è…, mentre fino a qualche settimana fa il centrodestra si vantava nei sondaggi che il SI fosse enormemente avanti… adesso vedendo che i sondaggi danni il NO avanti al SI, il centrodestra si lamenta dicendo che i sondaggi che danno il NO davanti al SI sono falsi! Questo è il “modus operandi” del governo Meloni dal primo giorno d’insediamento, prendere i meriti e scaricare i demeriti (ho fatto molti post a proposito sul mio blog cambiamolanostraitalia.org), propagandare sempre la loro verità mentre altri dicono le bugie, ecc… ecc…, ma per fortuna per gli italiani “attenti” e per sfortuna dei politici e militanti del centrodestra, ci sono tanti videi, molti pubblicati dagli stessi membri del centrodestra che si sbugiardano da soli, dicono una cosa, poi dicono la cosa opposta, poi dicono di non averla mai detta, in primis proprio il presidente del consiglio Meloni ed i suoi vice primi ministri Salvini e Tajani.

Concludo questo post con la seconda “chicca” è che... il governo Meloni ha commissionato un sondaggio sul referendum della giustizia (Sondaggi pagati con i nostri soldi!) del costo di 120 mila euro e con quali soldi cari italiani? E secondo voi quale risultato?

Al prossimo posto sulla riforma della giustizia!       

Cambiamo La Nostra Italia
Roberto Di Stefano

sabato 21 febbraio 2026

Referendum del 22 e 23 marzo 2026 sull’ordinamento della giustizia – Tentata furberia del governo sul testo del quesito referendario

Ad un mese dal “fatidico” referendum sull’ordinamento della giustizia, già la partenza è stata una vera e propria pasticciata…, per me “volontariamente ben congeniata” che ha riguardato il testo ingannevole del quesito referendario presentato dal governo e successivamente modificato su richiesta della Cassazione, che in un certo senso ha bocciato il testo fuorviante per non dire mendace del quesito del referendum sulla giustizia proposto e presentato dal governo Meloni, per essere poi modificato, come richiesto appunto dalla Cassazione, in un quesito più completo e trasparente, su cosa tratta esattamente e cosa va a modificare nella Costituzione l’eventualità della vittoria del SI al referendum del 22 e 23 marzo 2026 riguardante l’ordinamento della giustizia.

Ecco il testo originale bocciato dalla Cassazione del quesito referendario “semplicistico ma efficace…” presentato furbescamente dal governo che avrebbe potuto ingannare gli elettori italiani:

Approvate il testo della legge costituzionale concernente norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?

Praticamente e volontariamente ben congeniato dal governo per imbrogliare gli elettori italiani, sono bravi solo a fare questo ed altre manovre elusive nella speranza che nessuno se ne accorga, perché con questo quesito sembrava un “referenduccio” sulla giustizia mentre è un referendum su questioni molto serie e tecniche riguardanti l’ordinamento ed il funzionamento dell’intero apparato giurisdizionale, infatti il nuovo quesito referendario molto più completo e trasparente, è il seguente:

Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?   

Praticamente questo referendum sulla giustizia non riguarda una piccola modifica all’ordinamento giudiziario, mentre il governo voleva farla sembrare come una semplice consultazione per vincere facile… chiedendo agli italiani di firmare una cambiale in bianco… ed al resto avrebbero pensato “loro…”, basta vedere il quesito del referendum da loro presentato è bocciato dalla Cassazione dove non è chiaro e non si citano gli articoli della Costituzione che sono coinvolti, infatti il primo testo del quesito referendario bocciato dalla Cassazione recitava “Approvate il testo della legge costituzionale…“ che non cita nessun articolo e non richiama subito alla Costituzione (“c” piccola), rispetto al testo del quesito modificato come richiesto dalla Cassazione che invece recita “Approvate il testo della legge di revisione degli artt……. della Costituzione…” dove oltre ad essere riportati gli articoli della Costituzione coinvolti è ben riportata la parola Costituzione (“C” grande) che da un impatto più serio e chiaro al quesito del referendum del 22 e 23 marzo 2026 sull’ordinamento della giustizia, che se approvato dal SI degli italiani sarebbe un vero e proprio stravolgimento del terzo potere dello Stato poiché va a toccare ben sette articoli della Costituzione Italiana!    

Basterebbe solo questo… “l’ennesima furbizia tentata dal governo Meloni per raggirare per l’ennesima volta di TUTTI gli italiani” …per dire NO a questa riforma!

riforma_giustizia_questito_che_bel_pasticcio

Ma non finisce qui.. è solo l’inizio… al prossimo post!   

Cambiamo La Nostra Italia
Roberto Di Stefano