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mercoledì 4 marzo 2026

Referendum del 22 e 23 marzo 2026 – Perché un referendum sulla riforma della giustizia e non su altre materie?

Siamo al terzo post sul referendum del 22 e 23 marzo 2026 sulla riforma della giustizia dopo i primi due, dove nel primo ho scritto della furberia utilizzata dal governo Meloni sul testo del quesito referendario per ingannare gli italiani (Referendum del 22 e 23 marzo 2026 sull’ordinamento della giustizia – Tentata furberia del governo sul testo del quesito referendario) e sul secondo dell’andamento dei sondaggi pagati anche da noi per quello che valgono (Referendum del 22 e 23 marzo 2026 sull’ordinamento della giustizia – Sondaggio SI o NO (paghiamo noi)).

In questo post invece scrivo dell’opportunità di chiedere il parere degli italiani su un referendum che riguarda questioni complesse del funzionamento dell’ordinamento giurisdizionale, che viene spacciato semplicemente come una riforma della carriera dei magistrati mentre è tutt’altro che solo questo!

Le domande nascono spontanee… Perché il governo Meloni ci chiede un nostro voto con un referendum proposto dallo stesso governo è già approvato da esso? Come se tutti gli italiani fossimo competenti in materia o solo per prenderci per i fondelli? O probabilmente coloro che l'hanno proposto sono più ignoranti di quanto pensassimo o sono dei “Ponzi Pilati” che si vogliono lavare le mani?

Si chiama a votare il popolo sugli aspetti tecnici di una riforma, che dovrebbero essere discussa e fatta in Parlamento con tutte le forze politiche, poiché coinvolge ben sette articoli della Costituzione Italiana e che riguarda il terzo potere dello stato “il potere giudiziario”. Potere che dovrebbe rimanere indipendente come lo è adesso, mentre un eventuale vittoria del sì lo renderebbe sottomesso al potere esecutivo, riducendo di fatto i poteri dello stato italiano solamente a due, il potere esecutivo e quello legislativo che si ottengono con le elezioni politiche, quindi concentrando il potere in un solo soggetto “quello politico governativo” che non è una cosa buona!

Non è un referendum sull’aborto, sul divorzio, sul nucleare, ecc… ecc… su cui gli italiani possono dire la “loro”, altrimenti non si capisce perché questo governo non propone un referendum sul riarmo e se finanziare le guerre, se aumentare le spese della NATO al 5% del Pil, se entrare o no nel Board of Peace di Trump (l’agenzia d’affarista privata del presidente americano), ecc… ecc…, o in questo caso le decisioni le prende solo il governo Meloni? Troppo bello e facile così!

Per finire un’ultima domanda spontanea… Quanti di VOI sanno effettivamente il quesito del referendum sulla riforma della giustizia? E se sì, sapete effettivamente di cosa si tratta? Italiani fatevi una domanda e datevi una risposta! Se siete esperti in materia allora mi scuso anticipatamente, invece se siete indecisi e non sapete esattamente di cosa si tratta meglio lasciare le cose come stanno!


Al prossimo posto sulla riforma della giustizia!       

Cambiamo La Nostra Italia
Roberto Di Stefano