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mercoledì 17 aprile 2013

Ecco le cose che non funzionano in Italia - Pensioni

Facciamo un punto su quale siano le cose che non vanno in Italia, sappiamo che sono molte, e se non si vogliono risolvere allora non risolveremo mai nulla. Una delle tante cose che non funzioano in Italia sono le pensioni, nodo cruciale per ogni legislatura che si è succeduta, di destra o di sinistra, o di centro. Infatti negli ultimi 20 anni non c’è stato governo che non abbia messo mani alla riforma delle pensioni. Qui non voglio parlare di queste riforme, anche perché non è mia competenza, ma voglio solo dire la mia, perché ogni volta che si fa una riforma sulle pensioni, come l’ultima fatta del governo tecnico di Monti, ha riguardato solo quella sui lavoratori italiani, mentre non si è fatta nessuna riforma sulle pensioni che percepiscono i politici? Come mai? E’ di questo che voglio parlarvi.
Come tutti sapete, è come avete potuto leggere sui giornali e su internet, o ascoltato in TV, nelle ultime elezioni politiche di febbraio scorso, ci sono stati personaggi politici illustri “bocciati” nel voto ma “promossi” nel portafoglio. Il più illustre di questi certamente è Gianfranco Fini, ex presidente della Camera, che sarà pure stato bocciato, ma che avrà una liquidazione di 260.000 euro ed una pensione di 6.200 euro netti al mese. Altro nome di spicco è Franco Marini che avrà una liquidazione di 188.000 euro ed una pensione di 5.300 euro netti al mese, ed in più per lui si parla pure della sua possibile elezione a Presidente della Repubblica nelle elezioni di domani quale successore di Giorgio Napolitano, <usciti dalla finestra lì si da la possibilità di rientrare dalla porta>. Infine, non per ultimo perchè ce ne sono altri, non si può non dimenticare l’ex PM Antonio Di Pietro, anche se la sua vita politica non è stata troppo lunga, che percepirà comunque 60.000 euro di liquidazione ed una pensione di 4.300 euro netti al mese.
Ma il “pensionato d’oro” è Giuliano Amato che già percepisce una pensione di oltre 31.000 euro al mese, di cui 22.000 euro di pensione Inpdap e 9.000 euro di vitalizio parlamentare che lo stesso Giuliano Amato sostiene di devolvere tutto in beneficenza, mentre afferma che la sua pensione mensile netta è poco più di 11.000 euro, comunque sempre tanti sono lo stesso. Inoltre come Franco Marini anche Giuliano Amato è pure uno dei possibili canditati a Presidente della Repubblica sempre nelle elezioni di domani giovedì 18 aprile 2013, quando si dice <piove sempre sul bagnato>.  
Perché scrivo queste cose? Perché se si pensa le pensioni che percepiscono i “comuni mortali”, i nostri genitori e nonni rispetto chi sta al “vertice della piramide” è davvero ridicolo!
Ci sono parecchi anziani che percepiscono poco più di 500 euro al mese, e facendo i conti, a fine anno questi anziani percepiscono quanto o poco più della pensione che l’ex onorevole Gianfranco Fini percepisce in un mese. Non voglio fare i conti poi con la pensione mensile che percepisce Giuliano Amato che equivale al valore di un reddito e mezzo che prende in un intero anno un lavoratore dipendente medio.
Si vero, questi politici saranno in gamba, avranno fatto sacrifici, saranno stressati. Però è pure vero che un contadino, un bracciante agricolo, o qualsiasi altro lavoratore della terra, che è andato nei campi per quarant’anni già in giovane età, alzandosi alle 4.00-5.00 di ogni mattina, con il caldo ed il freddo, con il bel tempo ed il brutto tempo, per lavorare i campi, e ritornare la sera tardi giusto il tempo per mangiare e per andare a dormire, per poi di nuovo alzarsi di nuovo la mattina per riprendere la routine quotidiana, non è giusto che deve andare in pensione a 65 anni ed oltre se ha già maturato i suoi 40 anni di contributi, di una vita di sacrificio fisico ma nello stesso tempo mentale, ed in più con la beffa di prendere una pensione mensile al limite della sopravvivenza.
Ho fatto l’esempio di un lavoratore agricolo, ma lo stesso si può dire di un muratore, costretto a salire su impalcature ad altezze da capogiro, rischiando la vita per uno stipendio non all’altezza del lavoro che fanno, e successivamente per percepire una pensione che non gratifica il lavoro svolto. Stesso discorso si può dire per i metalmeccanici, ed altri operai ed operatori che svolgono lavori usuranti ed allo stesso tempo stressanti fisicamente e mentalmente.
Ed i politici hanno fatto queste riforme negli anni passati con la scusa che la vita media delle persone si era allungata. Ma quale vita media? Loro forse, se a 70, 80 e 90 anni sono ancora lì ad arricchirsi alle nostre spalle, come potranno mai usurarsi? Con il lavoro che fanno? 
Guardate invece molti contadini, muratori ed operai che fanno lavori duri davvero, che sulla carta d’identità risultano giovani, ma poi realmente dall’aspetto fisico che presentano sono molto molto più vecchi causa il logorio del lavoro che svolgono. Queste persone lì mandiamo in pensione a oltre 65 anni? Ma come fanno allo stesso tempo a “zappare” la terra e sorreggere il bastone per rimanere in piedi? Ma stiamo scherzando?  
E’ se pur fosse vero che si sia allungata la vita media, ma per lavorare? O per godersi un po’ di tranquillità e relax, senza più affanni, dopo tanti anni di lavoro?
Mica abbiamo tutti la fortuna di essere politici, di vivere 100 anni e guadagnare 15-20-30 mila euro al mese di stipendio, e poi oltre 5 mila euro al mese di pensione!

Una mia considerazione finale per chiudere il discorso sul sistema pensionistico, a me sembra che sia a base “piramidale” come il network marketing, però se viene a mancare la base, come sta succedendo, prima o poi crolla la "piramide".

Dite la vostra!

Per Cambiare la Nostra Italia

Roberto 

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