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lunedì 14 aprile 2014

EURO: se i conti non tornano di chi sono le colpe? - “Gli ALTRI”

Dopo aver elencato nei post precedenti il disagio economico che ne è conseguito con il passaggio dalla Lira all'Euro, ed i motivi perché i conti economici nelle tasche degli italiani e non solo…… non tornano più, vediamo adesso in questo primo di due post, di chi possono essere le colpe.
A prescindere che la maggior parte delle colpe sono da attribuirsi sia al Governo italiano che alla stessa Unione Europea, è da precisare che però le colpe sono anche di tutti noi cittadini. 
Questo post si incentrerà sulle colpe degli Altri, in quello successivo sulle “Nostre” colpe.
Colpe degli “Altri”.
  1. Su tutti, la prima colpa è dello Stato italiano che durante gli aumenti dei prezzi (EURO - Prezzi) e costi dei servizi vari (EURO - Costi di utenza e tariffe varie), con l’entrata in circolazione della moneta unica europea, è stato “volontariamente” assente o meglio “latitante” visto che il ritorno economico provenienti dalle tasse, quale la stessa l’IVA, conseguentemente ai rincari si è raddoppiato. Infatti nel caso dell’IVA anche se il valore è rimasto lo stesso nei primi anni iniziali del 2000 (ma poi è stata innalzata negli anni successivi fino all'ultimo aumento dell'aliquota negli ultimi mesi del 2013), considerando che  il costo di un prodotto nella maggior parte dei casi con l'Euro si è raddoppiato, come abbiamo potuto constatare, conseguentemente quindi anche l’IVA si è raddoppiata.
  2. I produttori, che mentre prima vendevano in Lire poi con l’Euro hanno aumentato quasi duplicato i loro fatturati, ma hanno continuato a pagare gli stipendi ai propri dipendenti come se ancora fossero in Lire  o comunque aumentatoli di poco. Quindi gli stipendi non adeguandosi al continuo aumento del costo della vita che si è avuto con l’Euro, ha comportato oggi una ricaduta sugli stessi produttori che adesso riescono a piazzare con difficoltà sul mercato i prodotti che producono a causa della domanda che è enormemente calata, perché le persone spendono meno costrette dalla mancanza di liquidità.
  3. Poi troviamo i commercianti che all'inizio dovevano esporre i prezzi sia in Lire che in Euro sui prodotti in vendita, quindi non potevano fare troppo i furbi. La “fregatura” però si è avuta dopo il periodo di transizione quando sono rimasti solo i prezzi in Euro, da lì è iniziata la vera escalation dei rincari. Però come abbiamo visto al punto precedente relativo ai produttori, tutto questo oggi si è ritorto anche sugli stessi commercianti che adesso vendono meno, visto che ormai le persone sono state “spennate” per bene negli anni passati.
  4. Le Banche ed istituti di credito incluse le Poste italiane, che con l’Euro danno l’elemosina come interesse sul risparmio e depositi. Prima, in Lire, invece il risparmio era una fonte di guadagno (lo vedremo nel prossimo post) ad integrare le entrate famigliari che permettevano di affrontare altre spese sia utili che futili. Al contrario invece gli interessi che le banche e gli istituti di credito pretendono nel concedere prestiti e mutui sono notevolmente più alti rispetto appunto agli interessi che danno al risparmiatore. Questo è un atteggiamento fatto forse "volontariamente" da parte di questi istituti di credito, per scoraggiare i mutui ed i prestiti. Infatti come tutti noi sappiamo le banche negli ultimi anni non elargiscono più facilmente, come invece dovrebbero fare, il denaro sia ai privati che alle piccole e medie imprese, ma lo preferiscono "dirottarlo" su altre vie quali Titoli di Stato, acquisto di prodotti derivati ad alto rischio, ecc..... (Vedi anche La BCE abbassa i tassi al 0,25%,   Crisi, Banche, Tassi e Mutui,   Mutui Casa – Tassi EURIBOR ed EURIRS). 
  5. Le grandi imprese che dopo ave sfruttato i contributi economici del nostro Stato, il lavoro dei lavoratori italiani, l’inventiva degli italiani, ecc… hanno dislocato e stanno dislocando le loro attività via via in altri stati europei e non, con la scusa della troppa oppressione fiscale, che è pur vera, ma che è utilizzata come giustificazione per chiudere in Italia ed aprire altrove per altri interessi [Lavoro (seconda parte)].
  6. La troppa diseguaglianza tra gli stipendi, tra semplici dipendenti, dipendenti manager, direttori, amministratori delegati, i politici stessi, ecc… [Stipendi (prima parte) - Stipendi (seconda parte)], che è aumentata di parecchio con l’Euro. Chi ha consentito chi si creasse questa situazione di forte disparità nei salari, ovviamente apparteneva, appartiene o è legato alla casta di queste categorie privilegiate.
  7. Ed infine, ma non per ultimo (l’ultima colpa nel prossimo post a seguire), l’Europa che con le sue direttive (Fiscal Compact) non ci ha dato e non ci da fiato, perché da un lato ci dice che dobbiamo riprenderci “teoricamente”mettendo mani alle riforme strutturali, dall'altro lato poi effettivamente ci “affossa” con il “programma di austerity” che ci impone.
Non finisce qui........Le Nostre Colpe

Alla prossima 

Dite la vostra!

Per Cambiare la Nostra Italia
Roberto Di Stefano  

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